Marcella Galvani, la liquidatrice

di M. To.

Cinquecento euro. Li riceveranno, come anticipo sulla retribuzione di marzo, i lavoratori di Aidas. Per resto si vedrà. A comunicarlo è stata, giovedì sera, Marcella Galvani, il commissario ministeriale che li ha incontrati anche per fare il punto della situazione.

Il futuro I dubbi, sul futuro della cooperativa, sono infatti tutt’altro che sciolti: il commissario ministeriale ha confermato che «ci sono delle manifestazioni di interesse (quello della Kos, che fa capo al gruppo di Carlo De Benedetti e quello della cooperativa Actl tra gli altri; ndr) e che si farà in modo di definire la situazione in tempi rapidi e nell’interesse collettivo». E non è escluso che si punti ad una forma di collaborazione.

La rottura Sulla vicenda Aidas, peraltro, si conferma la rottura del fronte sindacale. Giorgio Lucci e Moreno De Piccoli, sei sindacati di categoria di Cgil e Cisl – con l’avallo dei rappresentanti confedarali locali – hanno infatti deciso di parlare con una voce sola: «Se le indiscrezioni dei giorni scorsi, sono basate su fonti attendibili ci apprestiamo a intravedere un panorama di affidamento dei servizi a soggetti che se pure con connotati diversi garantirebbero il futuro alle lavoratrici le quali va ricordato aspettano da circa un anno di percepire lo stipendio».

Le accuse I rappresentanti di Cgil e Cisl, poi, lanciano un’accusa nemmeno troppo velata: «Se si escludono azioni di forte impatto mediatico finalizzate alla mera costruzione del consenso e ad una rituale e sterile sovra esposizione personale, era oggettivamente difficile intervenire con azioni tipiche delle rivendicazioni di carattere sindacale. Ora, a chi ha la responsabilità di fare delle scelte chiediamo una proposta nel più breve tempo possibile che possa includere una soluzione per tutte le lavoratrici senza lasciare a casa nessuno». Ma dicono anche altro.

L’endorsement Perché, oltre a chiedere «l’applicazione puntuale dei contratti di lavoro e la garanzia delle professionalità previste dalle norme vigenti per una maggiore accuratezza e efficienza dei servizi resi»; fanno un esplicito richiamo al fatto che «che si tenga conto nell’affidamento del servizio dell’importanza che tali delicate funzioni debbano rimanere appannaggio del servizio pubblico e della storia del movimento cooperativo della nostra città, che ha rappresentato per anni una elevata qualità dello stato sociale».

La Uil Il segretario della Uil, Gino Venturi, nemmeno troppo velatamente tirato in ballo, preferisce non replicare, ma chiede «come mai nessuno accenna al fatto che nel frattempo la cooperativa Actl peggiora le condizioni dei propri lavoratori, con la riduzione delle indennità e quindi dello stipendio e per decine di lavoratori anche riduzione del livello posseduto». Secondo Venturi «in alcuni casi si registra una riduzione di circa 90 euro al mese, ma curiosamente questo dettaglio sfugge».

La Actl Sandro Corsi, presidente di Actl, però, offre una lettura diversa: «La questione – dice – sta in questi termini: i soci lavoratori di Actl godono di alcune condizioni particolari, frutto di un regolamento che integra il contratto di lavoro ed in virtù del quale eravamo in grado garantire l’incremento di alcune maggiorazioni. Nella situazione attuale, però, non era più possibile mantenere quelle condizioni di maggior favore ed è stata l’assemblea dei soci, con 173 voti favorevoli e un solo astenuto, a stabilire la riduzione che, però, non va certo a toccare le norme e le retribuzioni contrattuali».

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