Il Superbonus nel cratere del sisma diventa un contributo diretto. Dopo i timori emersi nei giorni scorsi sull’effettivo impiego del 110 per cento nelle aree terremotate con la formula della detrazione, che rischiava di paralizzare la ricostruzione per la modesta capienza fiscale delle famiglie residenti sull’Appennino, arriva l’emendamento del governo che sblocca la fase di incertezza aperta proprio con la trasmissione del Ddl Bilancio al Senato. Sì, perché pur prorogando al 31 dicembre 2026 il termine per la rendicontazione del Superbonus nel cratere del sisma, il governo aveva permesso solo la detrazione diretta e non anche la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore il Superbonus si trasforma in un incremento del contributo diretto per la ricostruzione di immobili danneggiati andando a coprire la parte di spesa eccedente lo stesso contributo di ricostruzione. L’emendamento stabilisce anche i tetti di spesa, fissandoli in 232,4 milioni per il 2027 e in 132,89 milioni per le annualità che vanno dal 2028 al 2036. Escluso, poi, che al meccanismo possano accedere interventi anche parzialmente in violazione di norme urbanistiche, edilizie e di tutela paesaggistica-ambientale, fatta salva l’eventuale sanatoria. Il quotidiano economico spiega quindi che entro i primi due mesi del 2026 il dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dovrà procedere al riparto delle risorse tra gli Uffici speciali regionali per la ricostruzione post sisma, definendo contestualmente un sistema di monitoraggio per verificare la spesa sostenuta.

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