Licenziata dalla IV commissione consiliare, poi ritirata dal dibattito in consiglio comunale, al netto degli interventi dell’amministrazione, sindaco Bandecchi in primis, la relazione dell’organismo di controllo e garanzia certificava l’inesistenza di alcuna valutazione tecnico-economica formalizzata e messa per iscritto che attestasse la
convenienza del modello adottato dal Comune per la manutenzione delle strade, con operai alle dirette dipendenze dell’ente e macchinari di proprietà. Confartigianato Terni, oggi: «Noi l’avevamo detto».
«Il progetto ‘Cantiere Comune’ nel 2025 è stato voluto sulla base di proclami politici privi di qualsiasi supporto tecnico-economico, in contrasto con principi di trasparenza e buona amministrazione. Ricordiamo – dichiarano dall’associazione di categoria – che nell’estate scorsa gli allora amministratori comunali ci hanno attaccato duramente ma Confartigianato Terni stava semplicemente svolgendo il proprio ruolo istituzionale a tutela delle imprese associate. Avevamo sollevato precise riserve tecniche sulla scelta di internalizzare le asfaltature tramite l’acquisto di mezzi e l’assunzione di operai.
Sostenevamo che quell’operazione non fosse sufficientemente giustificata e che i risparmi propagandati fossero privi di fondamenta e lontani dalle reali dinamiche di mercato. La questione, del tutto pubblica, non è contestabile e può essere facilmente riscontrata dai comunicati e dalle dichiarazioni di quell’increscioso passaggio del confronto pubblico cittadino».
Nell’estate del 2025 – ricostruiscono da Confartigianato – gli allora amministratori comunali, tramite conferenze stampa appositamente convocate e altri canali ufficiali, hanno alimentato una narrazione priva di riscontri tecnici. Durante quegli incontri pubblici, i vertici politici del Comune sostenevano l’esistenza di risparmi strabilianti nell’esecuzione diretta dei lavori rispetto ai costi previsti dai prezzari regionali applicati agli appalti privati, indicando un abbattimento della spesa dal 75% al 55%. Tale massiccio risparmio è rimasto tuttavia una illusione propagandistica e un’astrazione
scollegata dalla realtà. Gli amministratori comunali dell’epoca dichiaravano pubblicamente che l’acquisto dei nuovi macchinari per l’asfaltatura avrebbe consentito di avviare, in totale autonomia e tramite l’impiego esclusivo degli operai comunali, il completo rifacimento delle strade cittadine. Il documento della Commissione dice altro (come già anticipato da Umbria24): a fronte di una quota minima di metri quadrati asfaltati internamente (principalmente circoscritti a Via delle Cinque Strade), la stragrande maggioranza della superficie stradale — quantificabile in ben 70.000 metri quadrati — è stata comunque affidata a ditte private esterne tra il 2025 e il 2026.
Alla luce di questo, Confartigianato Terni osserva: «Il modello ‘autarchico’ del Cantiere Comune, almeno nel modo e nelle finalità con le quali è stato presentato dagli allora amministratori al pubblico, non risponde al vero; infatti, risulta che i grandi interventi strutturali hanno continuano a essere gestiti tramite appalti (e non poteva essere diversamente), mentre i mezzi acquistati dal Comune sono stati utilizzati per interventi limitati o sono rimasti inoperosi per lunghi periodi. Chiediamo che l’Amministrazione Comunale prenda atto della realtà dei numeri e faccia un atto di verità, cessando di alimentare, anche indirettamente, una narrazione smentita dai propri stessi uffici tecnici.
Non volendo né oggi, né allora inserirci in un dibattito politico, certamente legittimo tra
maggioranza e opposizioni, riconosciamo e ringraziamo quanti nel mondo politico hanno ascoltato e approfondito le nostre osservazioni tecniche, mentre prendiamo atto con rammarico che quelle nostre stesse affermazioni, che oggi vengono acclarate dalle
risultanze, ci hanno visto pressoché soli nel mondo economico cittadino a sostenere
questo confronto con gli allora amministratori, che ci rivolgevano accuse ingiuste quanto infondate».
