Una delle tante sagre che ci sono in Umbria

«No alle sagre anche d’inverno, serve un’integrazione ai regolamenti comunali». È un grido d’allarme disperato quello lanciato, attraverso il presidente della Confcommercio Andrea Tattini, dai ristoratori della città che, dopo il boom delle manifestazioni gastronomiche estive, da quest’anno si trovano a fare i conti anche con una serie di iniziative autunnali e invernali alla prima edizione.

Ristorazione selvaggia «I nostri operatori non sono contro le sagre – spiega Tattini – ma chiediamo da troppo tempo una migliore regolamentazione per evitare il proliferare di appuntamenti che di fatto esercitano una forma di concorrenza sleale non più sostenibile». E l’accusa, inutile dirlo, è indirizzata all’amministrazione comunale «colpevole di non aver ascoltato le istanze di Confcommercio» con cui si chiedeva «un incontro finalizzato a una revisione del regolamento dedicato, nel tentativo di fare ordine e chiarezza sul mondo delle sagre».

«A rischio posti di lavoro» Secondo i dati dell’associazione di categoria «tra luglio e agosto le manifestazioni sottraggono alle imprese delle ristorazione umbra oltre 6 mila giornate gastronomiche e ora, che la stagione estiva è finita, ci troviamo a fare i conti con una seconda ondata di ristorazione selvaggia, ovvero senza i costi e gli oneri a cui è sottoposta la categoria che oggi rischia di dover licenziare il personale».

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