di C.F.
«Investitore cinese in visita alla ex Pozzi di Spoleto». Era nell’aria da giorni e rimbalzava già in più ambienti, ma a dare sostanza alle indiscrezioni è stato l’assessore Fabio Paparelli che, durante il question time in consiglio regionale, ha confermato il sopralluogo dei manager del Gruppo che ha già presentato una manifestazione di interesse non vincolante per l’acquisto del polo metallurgico di Santo Chiodo, ossia di Isotta Fraschini (alluminio) e Ims (ghisa).
Investitore cinese alla ex Pozzi In particolare, ad accendere i riflettori sulla lunga crisi dell’industria di Spoleto, con oltre 250 lavoratori tuttora in organico, è stato il consigliere Marco Squarta (Fd’I), ma è chiaro che al di là della visita dall’investitore cinese si attende un’offerta vincolante d’acquisto, unica chance per riaprire la partita sul futuro della ex Pozzi, che diversamente è condannata al fallimento, ma anche per assicurare nuovi ammortizzatori sociali agli operai. In particolare, per la settantina di dipendenti di Isotta la cassa integrazione straordinaria è già scaduta a fine ottobre e, anche se da tutti sono arrivate rassicurazioni sulla copertura fino al 31 marzo prossimo, per ora non c’è ancora il via libera del ministero dello Sviluppo economico (Mise). In questo senso Paparelli in consiglio regionale ha spiegato che «tutti i soggetti stanno operando per verificare l’opzione di allineamento dei tempi delle procedure di amministrazione straordinaria di Isotta Fraschini con quella di Ims, che scadrà il prossimo 31 marzo: ciò consentirebbe la concessione da parte del Mise della cassa straordinaria fino a fine mese». Più di recente, precisamente il 2 marzo, l’ammortizzatore sociale è arrivato a esaurimento anche per i quasi 200 lavoratori di Ims e ora, per tutti gli operai in organico, così come per il polo metallurgico di Santo Chiodo, serve un’offerta d’acquisto vincolante per evitare l’epilogo peggiore: il fallimento.
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