di Chiara Fabrizi
Scatta lo sciopero degli operai della cava Cementir. Incroceranno le braccia giovedì per otto ore i dipendenti del Gruppo in organico al sito estrattivo di Santo Chiodo, nove gli addetti in organico a fronte delle otto posizioni in esubero individuate dall’azienda nell’ambito della procedura di mobilità aperta lunedì complessivamente per ventuno dipendenti dello stabilimento di Spoleto.
Cementir: scatta lo sciopero in cava A darne notizia sono direttamente i rappresentati territoriali di Fillea-Cgil e Filca-Cisl, ossia Cristian Benedetti ed Emanuele Petrini, che già nelle ultime ore hanno duramente contestato la decisione di Cementir, chiedendo ai vertici di fare un passo indietro e tornare al tavolo. Ma la procedura di licenziamento collettivo attivata nelle ultime ore è nazionale, tanto che ai 21 di Spoleto si sommano un’altra ottantina di operai in organico ad altri siti produttivi del Gruppo. In questo senso le segreterie nazionali hanno già recapitato all’azienda e a Confindustria una richiesta di incontro urgente per tentare di scongiurare l’ennesima emorragia occupazionale. A livello locale, invece, Fillea-Cgil e Filca-Cisl hanno naturalmente informato il sindaco Fabrizio Cardarelli con cui è in programma un incontro all’inizio della prossima settimana, un ulteriore passaggio verrà fatto pure con la Regione, anche se la vertenza sembra destinata ad approdare al ministero dello Sviluppo economico. Allo sciopero di otto ore convocato per giovedì alla cava Cementir di Spoleto faranno verosimilmente seguito altre forme di protesta e mobilitazione che potrebbero coinvolgere anche lo stabilimento.
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