di Chiara Fabrizi
Ha un nome l’imprenditore umbro che da qualche settimana avrebbe messo gli occhi sulla Spigadoro. Secondo quanto risulta a Umbria24.it si tratterebbe di Vincenzo Aliani, classe 1968, produttore vinicolo originario di Gravina (Bari) ma da tempo residente a Ramazzano, frazione alle porte di Perugia, dove è proprietario del castello. Ma non è tutto. L’imprenditore pugliese, titolare delle «Cantine Aliani», con in tasca una laurea in economia, non sarebbe solo. Sembra sempre più probabile che al suo fianco si schiereranno almeno altri due soggetti umbri.
La dichiarazione di interesse Che da qualche tempo Sviluppumbria avesse tra le mani un imprenditore potenzialmente interessato ad aprire una trattativa sullo storico pastificio di Sant’Eraclio era ormai chiaro. Ed era anche noto che lo stesso soggetto, nelle scorse settimane, si fosse premurato di dare un’occhiata a quegli atti della Spigadoro in possesso della spa regionale dedicata allo sviluppo economico. Quello che invece non si sapeva è che da qualche giorno Vincenzo Aliani ha inoltrato all’attuale proprietà la richiesta di poter prendere visione di tutti gli incartamenti al fine di valutare la possibilità di «rilevare il pastificio Spigadoro».
Probabile l’imminente apertura della trattativa Insomma il 43enne dottore in economia ha compiuto lo step successivo, quello che un po’ tutti, sindacati e lavoratori in testa, si aspettavano da giorni. Ora, però, la palla passerà alla famiglia Podella, proprietaria del glorioso marchio. Il referente Giuseppe Podella dovrà, già nei prossimi giorni, avviare un’interlocuzione preliminare con Vincenzo Aliani e soci. A questo punto, dunque, pare piuttosto probabile che entro la fine del mese l’impasse della Spigadoro potrebbe sbloccarsi con l’apertura della trattativa tra le parti, con Sviluppumbria impegnata in prima fila.
La cordata umbra Se da un lato è vero che la dichiarazione di interesse risulta firmata esclusivamente da Vincenzo Aliani, dall’altro è altrettanto vero che la politica folignate e quella perugina hanno a più riprese parlato di una cordata di imprenditori del territorio. A parlare chiaro, in particolare, era stato il consigliere regionale del Pd Luca Barberini che in una nota stampa aveva riferito della «compartecipazione di imprenditori locali». Su questo fronte, però, i nomi restano ancora oggi blindatissimi.
Presidio a oltranza dei lavoratori Nel frattempo tra indiscrezioni e segnali quanto meno incoraggianti, i 55 operai della Spigadoro continuano la propria protesta: un presidio ad oltranza partito ormai un paio di settimane fa. Inutile dire che i lavoratori in mobilità dal 29 agosto seguono con particolare attenzione l’evoluzione della vicenda.


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