di Chiara Fabrizi
Ancora una cordata. Stavolta umbra. Occhi puntati sulla Spigadoro e sull’imprenditore del territorio che da giorni starebbe lavorando alla costituzione di una cordata nostrana per rilevare, presumibilmente con un contratto d’affitto e successivo impegno all’acquisto, lo storico pastificio di Sant’Eraclio. Intanto per venerdì è stato fissato l’incontro in Regione, particolarmente atteso dai sindacati, e a cui parteciperà l’assessore regionale Vincenzo Riommi.
La cordata umbra Blindatissimo il nome del soggetto che a quanto pare da almeno un paio di settimane avrebbe avviato una serie di interlocuzioni con alcuni imprenditori umbri. Una ricognizione per tastare il polso e misurare l’umore di un possibile investimento sullo storico pastificio folignate. Quello che si sa è che l’imprenditore è da anni presente nel territorio anche se non sarebbe impegnato nel settore alimentare. La notizia era già trapelata alla fine di ottobre ma solo lunedì davanti ai cancelli dello stabilimento, presieduti ad oltranza dai 55 lavoratori in mobilità, ha trovato conferme eccellenti. È stato infatti direttamente il primo cittadino Nando Mismetti, accompagnato da tre parlamentari Pd e dal consigliere regionale Luca Barberini, a comunicare a sindacati e operai l’apertura di uno spiraglio.
Venerdì incontro in Regione Come avevano auspicato i rappresentanti dei lavoratori prima della fine della settimana le parti coinvolte nella vertenza Spigadoro si accomoderanno intorno a un tavolo, quello di palazzo Cesaroni. E sarà l’assessore regionale allo sviluppo economico, il folignate Vincenzo Riommi, a fornire ai sindacati i dettagli di questo nuovo tentativo di salvataggio-Spigadoro. Nella stessa sede si dovrà anche ragionare sulle modalità del percorso da intraprendere per avviare le trattative. Probabile però che anche a questo nuovo vertice la sedia della proprietà rimarrà vuota. A quanto pare Giuseppe Podella, referente della famiglia calabrese attualmente proprietaria del pastificio non parteciperà all’incontro. Comunque c’è ancora da attendere e anche se la cautela di istituzioni e sindacati resta un punto fermo è evidente che l’interessamento di un imprenditore umbro alla ricerca di altri partner per la probabile costituzione di una cordata è un buon segnale.

