di Chiara Fabrizi
Sarebbero tre i gruppi imprenditoriali che nell’ultimo mese hanno messo gli occhi sulla Spigadoro. Tre cordate di imprenditori che hanno fatto pervenire agli uffici perugini di Sviluppumbria altrettante dichiarazioni di interesse e che nei giorni scorsi hanno anche visitato lo stabilimento di Sant’Eraclio e preso in mano in bilanci dello storico marchio umbro.
Massimo riserbo Sull’identità degli imprenditori che si sarebbero avvicinati alla Spigadoro si è alzata, però, una pesante cortina. Informazioni centellinate riferiscono di tre cordate di imprenditori, una sicuramente umbra, con le quali ormai da qualche settimana si starebbero portando avanti trattative serrate e parallele. Di sicuro c’è che la dichiarazione d’interesse anticipata da Umbria24.it e inviata da Vincenzo Aliani, imprenditore barese da tempo residente a Ramazzano e titolare di un’omonima cantina vinicola, resta in piedi. Più difficile invece capire se dietro al giovane pugliese si celino importanti nomi dell’imprenditoria umbra. Sugli altri due gruppi si sa ben poco e nessuno, da palazzo Cesaroni fino al sindaco di Foligno, sembra avere la benché minima intenzione di rivelare qualcosa.
La svolta potrebbe arrivare a gennaio Ma una cosa è certa, l’azienda non può continuare a tenere ferma la produzione e a casa i 55 lavoratori. Ergo: urge accelerare i tempi e chiudere la trattativa in tempi stretti. O almeno questo è l’auspicio del sindaco Nando Mismetti che giovedì mattina ha incontrato una delegazione di lavoratori della Spigadoro e i rispettivi rappresentanti dei lavoratori. «Credo che nel mese di gennaio – ha affermato il primo cittadino – la situazione potrebbe sbloccarsi favorevolmente, nei primi giorni dell’anno abbiamo fissato ulteriori incontri e mi sembra evidente che rispetto a qualche settimana fa ci sia qualche speranza in più». Insomma, non si nasconde un certo ottimismo.

