Crisi Spigadoro, decretato il fallimento

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Crisi Spigadoro, il tribunale di Crotone decreta il fallimento. Non c’è stato nessun trasferimento di fascicolo dalla Calabria a Perugia per decidere le sorti dello storico pastificio di Sant’Eraclio chiuso a doppia mandata dall’autunno 2011. Venerdì pomeriggio il giudice delegato Antonia Mussa ha firmato il decreto nominando due curatori fallimentari, Iole Madarena e Francesca Sorrentino.

La vicenda Nonostante le tante indiscrezioni circolate nei mesi, a partire dalla cordata di imprenditori umbri che risultava pronta a mettere le mani sullo stabilimento fino ad arrivare all’ipotesi più recente del concordato in continuità con il paventato interessamento di un nuovo imprenditore, passando, vale la pena ricordarlo, per il grande gruppo indiano, a concretizzarsi è stato lo scenario più drammatico, quello del fallimento. Chiusi, insomma, tutti gli spiragli a cui le organizzazioni sindacali, i 55 lavoratori e l’intera città di Foligno avevano a più riprese guardato non senza scetticismo.

Cgil: «Rilanciamo confronto» Ed è in particolare la Cgil a prendere posizione rispetto al decreto di fallimento, puntando il dito senza esitazione sull’ultimo proprietario della Spigadoro, Antonio Podella. «Questa sentenza – scrivono in una nota – sancisce l’indifferenza e l’irresponsabilità della proprietà, che non ha mai preso in vera considerazione qualsiasi proposta di interessamento da parte di altri imprenditori per rilanciare il sito e il marchio storico della Spigadoro». Ma il sindacato la spugna non vuole ancora gettarla: «Serve rilanciare in tempi brevi un confronto con le istituzioni per verificare se esistono ancora margini di trattativa con imprenditori seri che in passato si sono interessati a questo importante sito produttivo». Una chiamata alla responsabilità per far ripartire un’attività con cento anni di storia alle spalle e «per evitare che altri 50 lavoratori restino senza prospettive occupazionali».

Nuova udienza Intanto il tribunale di Crotone ha fissato una nuova udienza per il 19 settembre, mentre entro 60 giorni i due curatori dovranno presentare al giudice Mussa una relazione dettagliata sulle cause del fallimento, mentre entro 30 giorni è attesa la nomina del comitato dei creditori. Più lunga l’attesa per la predisposizione, da parte del curatore, del piano di liquidazione.

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