©Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi

Dopo due anni di pandemia la maggioranza assoluta degli umbri ritiene che la propria situazione economica sia rimasta invariata, anche se ci sono naturalmente delle eccezioni, ovvero i più fragili e i lavoratori autonomi. E se gli si chiede una previsione sulla loro condizione reddituale tra 12 mesi la maggioranza relativa conta di restare ai livelli attuali, ma pure qui ci sono dei distinguo, a cominciare da chi ha entrate alte. Questa una delle fotografie scattata da Umbria24 con il sondaggio commissionato a Tecné e realizzato tra il 18 e il 25 febbraio con 1.649 interviste effettuate attraverso il metodo telefonico (Cati-Cawi) con un margine di errore che, in base ai due territori provinciali e alle frequenze, varia dall’1,4 al 4 per cento.

GRAFICO: BILANCI FAMILIARI DOPO DUE ANNI DI COVID

Situazione economica dopo il Covid Per tratteggiare il quadro socioeconomico del territorio dopo due anni di pandemia Tecnè ha chiesto agli umbri di parlare dei propri bilanci familiari: per il 59,3 per cento la situazione economica è rimasta invariata, dato che sale al 61 per cento in provincia di Terni e al 60,4 per cento a Perugia capoluogo. Poi ci sono dei picchi tra chi dichiara di aver superato incolume due anni di Covid: si tratta di chi ha redditi alti (77 per cento), dei lavoratori dipendenti (67) e degli umbri con più di 64 anni (66). A fronte di una maggioranza assoluta che ha passeggiato sulle sabbie mobili del lockdown e delle restrizioni, più di tre umbri su dieci (32,5) dicono di aver subito un arretramento del proprio benessere. Un dato, questo medio regionale, che scende sia a Perugia città che in provincia di Terni (31), ma aumenta nella provincia di Perugia (33). Pure qui ci sono delle categorie che in quelle sabbie mobili sono sprofondate.

I penalizzati Sì, perché a sostenere che la loro situazione è peggiorata durante la pandemia sono le persone in cerca di occupazione (64 per cento), chi ha redditi bassi (63), i lavoratori autonomi (62), la popolazione tra 35 e 44 anni (46) e i residenti dei comuni tra 15 e 30 mila abitanti (42). Sono, invece, una minoranza quelli che sostengono che i due anni di Covid la loro situazione economica sia migliorata sia in Umbria (7,6 per cento), che a Perugia città (7,8), in provincia di Perugia (7) e in provincia di Terni (8). Anche qui ci sono delle eccezioni, perché quasi un umbro su cinque con redditi alti dice che le sue tasche sono più gonfie (18 per cento), seguono i laureati (14) e gli abitanti dei comuni con meno di 15 mila abitanti (13).

GRAFICO: ASPETTATIVE SUI REDDITI PER INIZIO 2023

Portafoglio tra 12 mesi Non emerge grande ottimismo per quanto riguarda l’andamento reddituale del prossimo anno, durante il quale per la maggioranza non ci saranno miglioramenti né peggioramenti. A dirsi convinti che nulla cambierà è il 47,4 per cento dei residenti della regione, mentre si scende al 44,9 a Perugia città e al 41 per cento in provincia di Terni, mentre in quella di Perugia si viaggia al 50 per cento. Pure qui c’è qualcuno più certo di altri che i prossimi 12 mesi non riserveranno sorprese: la maggioranza assoluta la fanno rilevare gli umbri tra 45 e 54 anni (61 per cento), lavoratori dipendenti (60), gli umbri tra 55 e 64 anni (57) e i laureati (52). Sulle previsioni da qui al febbraio 2023, però, c’è più ottimismo che pessimismo. Sì, perché gli umbri pronti a scommettere su un miglioramento della propria situazione economica sono il 22,6 per cento, quota che sale al 27,9 per cento a Perugia città e perfino al 34 per cento in provincia di Terni, mentre si scivola fino al 18 per cento in quella di Perugia. L’aspettativa lievita di molto per alcune categorie: neanche a dirlo chi ha redditi alti (47 per cento) e gli umbri con più di 64 anni (39). A vedere all’orizzonte nubi scure, precisamente un peggioramento nei prossimi 12 mesi delle proprie condizioni economiche, è il 18 per cento degli umbri, tanti quanti se ne contano in provincia di Perugia e Terni, mentre a Perugia capoluogo si scende al 16,1 per cento. Previsione nerissime, infine, arrivano da due particolari categorie, entrambi fragili, ossia chi ha redditi bassi (44 per cento) e chi è in cerca di occupazione (37 per cento).

Focus sugli elettori di Tesei e Bianconi Riguardo alle condizioni economiche, Tecné per Umbria24 ha anche elaborato la posizione degli elettori che nel 2019 alle regionali hanno votato la presidente Donatella Tesei e il candidato sconfitto Vincenzo Bianconi. Tra quelli che hanno scelto nel segreto dell’urna l’attuale presidente il 65 per cento dice che il proprio reddito è rimasto invariato, per il 24 per cento è diminuito e per l’11 per cento aumentato. Tra chi ha barrato il candidato del centrosinistra, invece, il 58 per cento dichiara di essere rimasto sugli stessi livelli economici, il 38 per cento che il suo benessere è peggiorato e il 5 per cento migliorato. Sul futuro gli elettori di Tesei ritiene che non ci saranno variazioni nel 54 per cento dei casi, mentre per il 28 per cento migliorerà e per il 12 per cento peggiorerà, mentre il 6 per cento non sa. Per i prossimi dodici mesi, invece, il 48 per cento degli elettori di Bianconi ritiene che il proprio reddito resterà sugli stessi livelli, il 21 per cento che migliorerà e il 15 per cento prevede che peggiorerà, mentre il 16 per cento dice di non saperlo.

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