di Chiara Fabrizi
Pagate solo le tredicesime ed è di nuovo sciopero con blocco della portineria. Lunedì mattina i lavoratori di Elettrocarbonium hanno trovato sui conti correnti un accredito leggerissimo, circa 400 euro, ossia la tredicesima maturata dopo la riassunzione a luglio, mentre dei tre stipendi arretrati non c’è traccia. E la tensione è schizzata alle stelle, tanto che i sindacati hanno chiesto e ottenuto a strettissimo giro un incontro col prefetto Angela Pagliuca, ma anche scritto a Mise, Regione e Comune per chiedere di prendere una decisione nel giro di ore, senza attendere ancora.
«Accordo ormai critico»: video Framarini
Sciopero e blocco portineria Questa la sintesi dell’ennesima giornata di passione per la settantina di lavoratori riassunti da Elettro nella fabbrica di proprietà Sgl-Carbon di Narni. L’inizio è stato incandescente con un’assemblea dei lavoratori convocata in fretta a mezzogiorno e nell’ambito della quale si è deciso di tornare a scioperare dopo la sospensione di venerdì e di far scattare il blocco della portineria, evitando l’uscita di materia prima e l’ingresso di dirigenti di Elettrocarbonium, guidata dall’amministratore delegato Michele Monachino. Dopodiché i sindacalisti Marianna Formica (Filctem-Cgil), Fabrizio Framarini (Femca-Cisl) e Franco Di Lecce (Uiltec-Uil) si sono accomodati al tavolo del prefetto Pagliuca, che già aveva incontrato i rappresentati dei lavoratori e a cui è stato chiesto di esercitare una pressione sul Mise, dando la misura dell’esasperazione dei lavoratori e del clima bollente.
Naufragato progetto Elettrocarbonium Del resto già la scorsa settimana, e di questo è ben al corrente la prefettura, i lavoratori erano pronti a occupare i binari. Quindi occorre anche prestare attenzione sotto il profilo della sicurezza. I mancati pagamenti degli stipendi arretrati da parte dell’ad Monachino, però, non fa disperare soltanto i lavoratori, ma spinge di fatto i sindacati a riconoscere come definitivamente naufragato il progetto Elettrocarbonium e sostanzialmente soggetto non credibile l’ad Monachino. E in questo senso l’accordo con Sgl-Carbon, proprietaria degli asset industriali, non è neanche più auspicato.
Licenziamento collettivo Nella comunicazione che le organizzazioni sindacali hanno inviato alle istituzioni si chiede quindi di non attendere la scadenza dell’ultimatum dell’11 marzo, ma di chiudere nel giro di ore la partita «questo perché i tempi – spiega Formica – sono importanti nell’ottica di una gestione totale della crisi e quindi del futuro del sito industriale, ma anche della gestione degli ammortizzatori sociali dei lavoratori». Il clima è talmente drammatico che i rappresentanti dei lavoratori auspicano il licenziamento collettivo così da poter assicurare settimane di mobilità a chi ancora ne dispone e a caduta della Naspi, la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego del governo Renzi.
Sgl casa madre Nella giornata di lunedì, stando a quanto risulta, l’avvocato Marco Petrucci in qualità di liquidatore di Sgl che ha versato un milione di euro la scorsa settimana all’ad Monachino, saldando fatture per produzioni, ha anche chiesto chiarimenti sullo stato delle spettanze sia dei lavoratori di Elettrocarbonium che dell’indotto. A quanto pare nelle prossime ore il legale incontrerà rappresentanti di Sgl casa madre, e anche qui la fiducia e la pazienza sul progetto dell’ad Monachino sembra essere finita.
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