La Sgl Carbon di Narni

di M. To.

Speranze, e pure qualche perplessità, dopo l’annuncio delle tre manifestazioni di interesse pervenute al Mise per la Sgl Carbon di Narni. Speranze perché, quanto meno, i tedeschi dovranno scoprire le carte; perplessità per i nomi di chi si è fatto avanti.

Gli argentini L’argentina Transclor è, senza dubbio, la più grossa, tra le imprese che si sono affacciate al ministero. Il problema è che la sua ‘mission’ aziendale – la produzione di cloro liquido, soda caustica, acido cloridrico, ipoclorito di sodio, cloruro di calcio – c’azzecca dome i cavoli a merenda con quello che fa la Sgl Carbon.

Diversificazione La motivazione addotta dagli argentini, però, non fa una piega: «Vogliamo investire in Italia – hanno detto al Mise – e consideriamo quello di Narni un sito che, stanti le sue caratteristiche, può rappresentare una buona opportunità di diversificazione delle nostre attività».

Gli italiani Alla Morex, che sta a Crespano del Grappa (Tv) – e alla ‘sorella’ Imarc, che ha sede a Rossano Veneto (Vi) – fanno finta di niente: «Sinceramente non credo di poterle essere molto utile – dice Luca Lanaro, il responsabile amministrativo delle due aziende – ma, se magari mi manda una richiesta scritta, vedo di approfondire». Fatto.

La logistica Le due aziende, però, si occupano di realizzare e commercializzare componenti in metallo di altissima qualità per uffici e magazzini. Che con Sgl Carbon c’azzeccano ancora meno: ma le indiscrezioni fanno pensare ad un ‘chip’ messo per conto di qualcun altro, che magari potrebbe solo utilizzare la, efficiente, rete logistica di Morex.

I ‘narnesi’ E poi ci sono loro, i ‘narnesi’. O, meglio, la cordata di imprenditori locali – ma non solo – che hanno dato vita; il 4 luglio scorso, con un capitate sociale di 10 mila euro; alla Narni Carbon. Una delle poche certezze è rappresentata dalla presenza di Fabrizio Bartoli, che rappresenterebbe lo stesso gruppo che ha dato vita alla Neofil a Terni, rilevando la ex Meraklon Yarn.

Le indiscrezioni Nella compagine societaria, però, ci sarebbe «un noto imprenditore ternano della meccanica’» ed un altro «con interessi nell’area compresa tra Calvi dell’Umbria e Otricoli». A Bartoli è stato, ovviamente, chiesto di spiegare meglio la cosa.

I tempi Martedì Mauro Montani, che sta seguendo le procedure di liquidazione per conto di Sgl, invierà il verbale della riunione del gruppo di lavoro che si è riunito venerdì al Mise e – stanti gli impegni alla riservatezza sottoscritti, la multinazionale dovrà fare il passo successivo: quantificare ufficialmente le proprie richieste per vendere il sito.

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