I lavoratori Sgl Carbon

di M. To.

NarniCarbon – che si è candidata per acquistare la Sgl Carbon di Narni – ha chiesto di fare in fretta. I sindacati hanno fatto eco. Adesso parlano i lavoratori. Ma il copione è diverso. Molto diverso.

La lettera La preoccupazione dei lavoratori, contenuta in una ‘lettera aperta’, è «che si possa, al pari di quanto avvenuto in altri siti industriali della zona, giungere ad un disimpegno della multinazionale dal territorio senza la soluzione delle problematiche ambientali e senza continuità produttiva».

LA LUNGA VERTENZA SGL CARBON

Le informazioni Secondo i dipendenti di Sgl Carbon è grave che la casa madre «non abbia ancora consegnato i dati cosiddetti ‘sensibili’ contravvenendo alle direttive stabilite dal gruppo tecnico di lavoro istituito al Mise». Dati che non sarebbero stati fatti pervenire neanche a quei soggetti che hanno presentato «quelle manifestazioni di interesse presentate in maniera chiara e trasparente, dimostrando di essere società attive e operanti in territorio nazionale o internazionale». Questo ritardo, è la conclusione, «determinerà sicuramente la fuga degli investitori».

NarniCarbon Appare invece quanto meno sospetto, dicono i lavoratori di Sgl Carbon, «che alle prime manifestazioni di interesse ritenute valide dal tavolo istituzionale sia stata inclusa, in corso d’opera con molta leggerezza e facilità, bypassando il primo screening, una terza società, la NarniCarbon, costituita in fretta e furia, mancante dei requisiti di base stabiliti dal Mise e segnalata dai lavoratori come non gradita il giorno della sua visita in fabbrica».

Le perplessità Tra i componenti del consiglio d’amministrazione di NarniCarbon, è la spiegazione: «alcuni sono noti e già impegnati nel territorio in altre dolorose vicende industriali come quella della Meraklon, oggi Neofil» e su di loro si starebbero concentrando le attenzioni «del commissario che ha gestito la cessione della Meraklon». Ma non solo.

La società Le perplessità si estendono alla composizione del consiglio di amministrazione: «Sappiamo che uno è titolare di una società inattiva e l’altro, noto esponente di Finmeccanica, sembrerebbe avere più una veste di facciata che di sostanza; mentre per ciò che attiene alla compagine societaria, si fa notare che l’unica società attiva afferente a questo sistema è la ‘Compagnia della ruota’ che , a sua volta , ha come principale consulente la ‘Dla Piper’ ovvero la stessa società che sta gestendo per la Sgl Carbon la liquidazione volontaria».

«Conflitto di interessi» Secondo i lavoratori di Sgl Carbon «questi fatti richiamano più di un evidente conflitto d’interesse, in quanto si ritiene poco credibile che gli obiettivi della proprietà dello stabilimento, della società Dla Piper e di Compagnia della ruota, coincidano con l’interesse delle istituzioni, dei cittadini e dei lavoratori».

Il confronto La volontà, manifestata dalla proprietà, di «avocare a sé la trattativa della compravendita, contravvenendo agli accordi stipulati al Mise e scippando di fatto la possibilità al tavolo tecnico di essere garante della scelta migliore nei confronti di tutte le parti presenti sul tavolo», richiede che le istituzioni locali, con in testa la Regione, valutino l’opportunità di accompagnare la vicenda anche sotto il profilo legale, poiché potrebbe verificarsi, attraverso manovre poco chiare da parte della multinazionale, il tentativo di eludere le leggi dello Stato dal punto di vista ambientale, impedendo inoltre la continuità produttiva attraverso l’inganno e attraverso manovre spregiudicate».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.