di M. To.
Alla Sgl Carbon, adesso, si passa alle minacce. E nemmeno troppo velate. La faccenda è emersa nel corso dell’incontro nel quale i sindacati dei chimici hanno fatto il, desolante, quadro della situazione complessiva.
La crisi La vicenda Sgl Carbon, emersa drammaticamente ad ottobre e confermata con l’annuncio della volontà della multinazionale di chiudere lo stabilimento narnese e che ha fatto registrare, nel corso dei mesi, un’evoluzione sempre più drammatica, con manifestazioni di protesta anche clamorose da parte dei lavoratori e la decisione di bloccare in magazzino gli elettrodi di grafite prodotti, adesso rischia di precipitare.
L’annuncio Il liquidatore della Sgl Carbon, Marco Petrucci, fa sapere ai sindacati che «siamo ormai giunti agli ultimi giorni di tempo per raggiungere un accordo che consenta di ordinare le materie prime in tempo utile a riceverle prima dell’esaurimento delle poche scorte rimaste», cosa che, peraltro, dalle organizzazioni sindacali era stato a più riprese paventato.
L’avviso Ma Petrucci va oltre, avvisando che «il mancato accordo sindacale non solo impedirebbe di pagare ai lavoratori alcun importo aggiuntivo rispetto a quanto contrattualmente dovuto, ma ridurrebbe anche le già scarse possibilità di addivenire ad una cessione dello stabilimento».
La lamentela Il liquidatore, poi, cambia tono: «Il blocco del magazzino da voi instaurato ha già causato danni importanti sia alla società in liquidazione, sia all’eventuale nuovo acquirente, poiché lo stabilimento non sta più servendo la propria clientela ormai da mesi». Danni che «rischiano ora di divenire di gran lunga più elevati e di causare gravi conseguenze non solo al buon fine della liquidazione, ma anche al regolare pagamento di quanto contrattualmente dovuto ai lavoratori».
La minaccia Ed ecco che arriva la bordata: «Se il blocco del magazzino non verrà tempestivamente rimosso – dice Marco Petrucci – occorrerà sia procedere sia alle doverose richieste di rifusione dei danni nelle sedi legali competenti, sia procedere alle contestazioni nei confronti del lavoratori che si rifiuteranno di svolgere le loro mansioni relativamente ala fuoriuscita dei prodotti finiti dal magazzino della società o che in qualunque modo continueranno ad ostacolarla».
La richiesta Il liquidatore della Sgl Carbon, infine, dopo aver spiegato che la richiesta viene fatta «purtroppo probabilmente per l’ultima volta in tempo utile», ribadisce la richiesta della «rimozione immediata del blocco del magazzino» e convoca i sindacati per il 12 maggio presso uno studio legale romano.
I sindacati Per niente intenzionati a fare passi indietro, i sindacati dicono che «questa lettera è stata inviata al ministro Federica Guidi, insieme alla richiesta di incontro urgente (peraltro richiesto già a febbraio, proprio per la questione Sgl Carbon dal senatore del Pd Gianluca Rossi; ndr) inoltrata per fare il punto sulla drammatica situazione complessiva della chimica locale». E rilanciano: «Dal ministro vogliamo sapere se questo atteggiamento di un professionista italiano, anche da chi fa il liquidatore per conto di una multinazionale tedesca, può essere ritenuto accettabile da chi governa questo Paese».
