Una manifestazione dei lavoratori

di M. To.

Tensione. Alta, altissima, tra i lavoratori della Sgl Carbon di Narni. Anche se i sindacati, in una lettera inviata al prefetto, Gianfelice Bellesini, nella quale gli chiedono di intervenire, preferiscono usare il termine ‘disagio’. Ma il senso è chiaro. La gente comincia a perdere la pazienza.

Il vertice Saltato l’incontro di lunedì – «non c’erano davvero le condizioni – spiega Sergio Cardinali, della Filctem Cgil – visti i toni usati dal liquidatore (Marco Petrucci ha fatto capire che si potrebbe arrivare al tentativo di ‘sblocco coatto’ del magazzino, oltre a minacciare di far pagare ai lavoratori i danni che la la decisione di non far uscire le merci; ndr) non ci è sembrato il caso di sederci ad un tavolo di trattativa che sarebbe iniziato nel modo sbagliato» – tutto è rinviato alla prossima settimana.

Il prefetto Tutte le ‘carte’, le lettere inviate dal liquidatore con le pesanti affermazioni, i sindacati le hanno inviate al prefetto «e insieme gli abbiamo rappresentato – dice Fabrizio Framarini, della Femca Cisl – l’enorme difficoltà riscontrata nell’affrontare la vertenza». Le parole del liquidatore, insiste Franco Di Lecce, della Uiltec Uil, «a nostro avviso sono da rigettare, nei contenuti ma anche nei toni, ed hanno provoivcato uno stato di profondo disagio nei lavoratori del sito di Narni». Da qui la richiesta «di mettere in campo le azioni più opportune per dirimere tale situazione».

La crisi La drammatica vertenza della Sgl Carbon è esplosa ad ottobre, quando la multinazionale ha annunciato di voler dimezzare la produzione. Segnale che è stato subito interpretato come il primo passo per la possibile chiusura dello stabilimento, ipotesi poi confermata dalla stessa Sgl e che ha provocato manifestazioni di protesta anche clamorose da parte dei lavoratori e la decisione di bloccare in magazzino gli elettrodi di grafite prodotti.

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La minaccia Nel corso della settimana scorsa il liquidatore aveva alzato i toni: «Se il blocco del magazzino non verrà tempestivamente rimosso – aveva scritto Marco Petrucci – occorrerà sia procedere sia alle doverose richieste di rifusione dei danni nelle sedi legali competenti, sia procedere alle contestazioni nei confronti del lavoratori che si rifiuteranno di svolgere le loro mansioni relativamente ala fuoriuscita dei prodotti finiti dal magazzino della società o che in qualunque modo continueranno ad ostacolarla».

La convocazione I sindacati avevano chiesto che della cosa si facesse carico il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi e nella giornata di lunedì – visto che la situazione rischia davvero di precipitare – è arrivata la convocazione, per lunedì prossimo, per un incontro nel quale provare a riportare il confronto sul piano del dialogo e non dello scontro.

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