La manifestazione per la Sgl Carbon

di Marco Torricelli

«Danni collaterali». Così li ha, amaramente, definiti il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti. Perché la decisione della multinazionale, proprietaria della Sgl Carbon, che vuole chiudere lo stabilimento narnese rischia di travolgere anche un sistema sociale importante.

La manifestazione E così, mercoledì pomeriggio, chi di quel ‘sistema’ fa parte si è ritrovato al parco di Narni Scalo, a poche centinaia di metri dallo stabilimento, per una nuova manifestazione – dopo il blocco del centro di Terni, della Valnerina e della pacifica ‘invasione di campo’ al San Girolamo – alla quale hanno partecipato molti dei 450 giovani – e meno giovani – sportivi che gareggiano e fanno attività amatoriale sotto le insegne della Sgl Carbon: calciatori e ciclisti, pallavolisti e cestisti, cavalieri e amazzoni, giocatori di bocce e pescatori sportivi.

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La polisportiva «La minaccia di morte per lo stabilimento – è stato detto – rappresenta anche la possibile condanna per una serie di attività che coinvolgono oltre 1500 persone, di Narni, ma anche dei centri vicini e che è stato, da sempre, uno dei tanti meriti della presenza di questa azienda nel territorio». Perché, «anche grazie alla collaborazione con le istituzioni e i sindacati, ha permesso di dar vita a forme di partecipazione e di socializzazione importanti per mantenere un clima sereno nonostante i tanti problemi che si sono affrontati».

Il sindaco Francesco De Rebotti è stato chiaro: «I ‘danni collaterali’ che sarebbero determinati dalla scellerata decisione della multinazionale sono qui, sotto i nostri occhi. Centinaia di ragazzi e di adulti che perderebbero un punto di riferimento importante e questo, accompagnandosi alla crisi economica che la chiusura dello stabilimento produrrebbe, risulterebbe fatale per la nostra città ed è per questo che noi non lo permetteremo».

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Gli impianti Anche perché tutti gli impianti sportivi sono di proprietà aziendale e «in caso di liquidazione volontaria, cioè quello che i tedeschi vorrebbero fare – spiegano i dirigenti della polisportiva – gli impianti dovrebbero essere messi in vendita e questo potrebbe dar vita a speculazioni che noi non possiamo e non vogliamo permettere. Perché a tenerli in perfetta efficienza siamo stati noi, accettando, quando è stato indispensabile, anche delle condizioni pesanti da parte della dirigenza».

Lo sport il vice presidente del Coni, Moreno Rosati, non ha fatto i complimenti: «C’è qualcuno – ha detto – che dovrebbe provare vergogna per quello che potrebbe rappresentare, per Narni e non solo, la chiusura dello stabilimento della Sgl Carbon e noi sappiamo bene chi sono costoro, ma faremo tutti la nostra parte perché questo non avvenga e il mondo dello sport sarà sempre al fianco dei lavoratori». Sabato prossimo, per dire, lo stadio ‘Liberati’ di Terni aprirà loro i cancelli, per permettere una manifestazione prima dell’inizio della partita della Ternana.

La vertenza Nessuna novità di rilievo sul fronte della vertenza aperta con la Sgl: «Siamo in attesa di un nuovo incontro – dicono i sindacalisti – con l’azienda ed il ministro che sarà nominato nel nuovo governo. Certo, questo passaggio politico non ci agevola e, soprattutto, fa allungare i tempi, ma non farà certo venir meno la determinazione dei lavoratori, che sentono, forte, la solidarietà che li circonda».

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