Le sanzioni accessorie della sentenza di Torino sul rogo alla Thyssen «rappresentano un pesante deterrente al mantenimento dell’assetto produttivo esistente, con possibili ripercussioni sui lavoratori e su tutto il territorio»: lo dice il documento della giunta e del presidente della Camera di commercio di Terni, che esprimono «partecipazione e rispetto per il profondo dolore di chi ha perso un familiare per un incidente sul lavoro».
Ripercussioni negative I vertici camerali ternani confermano come prioritaria per le imprese la sicurezza dei lavoratori, ma ritengono «impossibile immaginare una fattispecie nella quale un imprenditore o un manager possano configurarsi quali responsabili volontari di un infortunio sul lavoro, meno che mai mortale». Quindi l’orientamento giudiziale emerso dalla sentenza di Torino «potrebbe incidere negativamente sulla propensione all’intraprendere e costituire pertanto un ulteriore ostacolo al rinnovamento del sistema imprenditoriale».
Impianto accusatorio non ci convince E lo stesso orientamento «rischia di avere effetti negativi anche sull’apparato produttivo esistente. Noi imprenditori crediamo fermamente nella giustizia e nel suo operato, convinti come siamo che essa possa senz’altro contribuire allo sviluppo di una corretta e consapevole cultura d’impresa. Proprio per questo – conclude il documento dei vertici della camera di commercio di Terni – non ci convince un impianto accusatorio che restringe fortemente la libertà di fare impresa, all’interno di un quadro di norme certe, con diritti e doveri ben definiti per tutti dalle leggi vigenti».
