di Marco Torricelli
Una furia. L’assessore allo sviluppo economico del Comune di San Gemini, Luciano Bisonni, con termini che non lasciano adito a dubbi – parla di «cannibalizzazione in atto nello stabilimento Sangemini», di «porcate», di «carnefici vendicativi e di «discriminazioni clientelari» – torna ad attaccare violentemente l’accordo che ha portato alla stipula dell’affitto del ramo d’azienda da parte di ‘Sangemini acque’, cioè di Norda.
Illuso Si definisce così, Bisonni: «Mi ero illuso che un sindacato, degno di questo nome, dopo la mia presa di posizione del 25 marzo scorso, che fotografava la cannibalizzazione in atto nello stabilimento Sangemini, sarebbe intervenuto». Secondo lui, invece, «l’unica preoccupazione è quella di giustificare l’accordo senza entrare nel merito dei problemi, d’altro canto non a possibile scendere nel merito quando si fanno porcate».
Carnefici Bisonni dice di pensare che «Norda abbia dovuto o voluto fidarsi di qualcuno per il riassetto dello stabllimento, il dramma è che si sia messa in mano ai coautori del fallimento dell’azienda e ora anche carnefici, vendicativi per una selezione discriminante sia sui prepensionabili che sul riassetto dello stabilimento e spero, come iscritto al sindacato, che almeno in questa porcata non sia il frutto di mediazione sindacale».
Tramite Poi l’assessore chiama in causa, direttamente, alcuni dei protagonisti della vicenda e parla di «un signore che non ho il piacere di conoscere, ma che ho letto sui comunicati che si chiama Gianantonio Tramet di Tramite, il quale dichiara di aver riannodato i fili della trattativa con Norda e che sta lavorando, cito testualmente, per dare un futuro alla Sangemini. Un grazie non si nega a nessuno, ma il futuro della Sangemini dipende solo ed esclusivamente dal grande nome e dalla distribuzione ponderata, e perché è l’unico marchio in Italia che può far fare il salto di qualità ad acque poco piu che regionali».
La Cisl Ma ce n’è anche per il sindacato: «Io conosco Pastrello (Gianni Pastrello, segretario nazionale della Fai Cisl; ndr) da troppi anni – dice Bisonni – e mi è anche personalmente simpatico. Lui parla di creare una cultura (che l’assessore di San Gemini non possiede) che crei le condizioni di job creation, ed in effetti può essere, ma sicuramente l’assessore di cui sopra è orgoglioso di essere estraneo alla cultura dalle porcate, degli accordi a ribasso e soprattutto delle discriminazioni clientelari».
Pastrello Il segretario della Fai Cisl, sentendosi chiamato in causa, replica: «Rispetto alle dichiarazioni più forti dell’assessore Bisonni, credo non sia utile per nessuno continuare ad alimentare polemiche sterili e senza senso. Non ho la più pallida idea su cosa voglia dire con ‘cultura delle porcate e delle discriminazioni clientelari’, escludo che illazioni gratuite così pesanti possano avere fondamento o, comunque, riferirsi alla Cisl e, credo nanche a Cgil e Uil. Invece sono sicuro che sulle cose che ancora si possono fare, ci troveremo nuovamente a collaborare, senza difficoltà e con stima reciproca immutata».
La Uil Bisonni non risparmia neppure la Uil: «Io che ho sempre creduto che non ci fossero proposte, oltre Norda, nonostante i contenuti ed i progetti industriali che vanno tuttora verificati; ho discusso, usando un eufemismo, animatamente con gli iscritti Uil, che sostenevano cordate inesistenti, accusando le istituzioni di sponsorizzare Norda. Oggi registro che sono zitti e allineati a salvaguardia degli interessi personali. Complimenti, ma abbiate almeno il coraggio di chiedere scusa a chi ha guardato sempre e solo agli interessi generali».
Rometti Una risposta «ferma ed equilibrata – dice poi Bisonni – la debbo all’assessore Silvano Rometti: ricordo che le concessioni hanno seguito il fallimento, ignorando le più basilari regole di verifica dell’andamento dell’azienda, sia per l’aspetto territoriale (il parco) che, soprattutto, per l’aspetto industriale. Disattenzione od omissione?».
Grimani Poi l’assessore guarda ‘dentro casa’: «Ho sentito dire che il mio sindaco (Leonardo Grimani; ndr) si è lamentato, alla riunione con la Cgil, per il mio comunicato ‘troppo duro’. Se è vero, mi tolga la delega ed automaticamente risolve il problema».
L’allarme Quella in atto, secondo lui, è una «cannibalizzazione che deve essere a tutti i costi fermata, perché non migliora la produttività, ma accresce notevolmente i problemi, anche di sicurezza. Le discriminazioni in atto ci fanno perdere posti di lavoro e lavorazioni che se non fatte a San Gemini verranno fatte in qualche stabilimento del gruppo». Ai lavoratori dice di stare «attenti, che fra un anno, con la fine dell’affitto del ramo d’azienda e l’inizio degli investimenti tecnologici, si conteranno gli esuberi».
Norda Ai nuovi padroni, invece, l’assessore allo sviluppo economico del Comune di San Gemini, manda a dire che «Pessina ha il diritto-dovere di recuperate dentro la Newco i 12 lavoratori rimasti in Sangemini, attivandosi poi attraverso un piano sociale per prepensionare tutti gli aventi diritto». Ma non solo: «Come è possibile che lavoratori non perdenti posto – insiste Luciano Bisonni – escono con stipendi dimezzati dalla cassa integrazione straordinaria? Che percepiranno 8-900 euro fra sette o otto mesi e con liquidazioni maturate che, nella migliore delle ipotesi, percepiranno fra otto o dieci anni anni? Per la Fruit, io non ho dubbi – conclude l’assessore – che le istituzioni faranno tutto il possibile per individuare soluzioni, ma la Norda non può chiamarsi fuori da questo problema, perché la Fruit è da sempre una costola dello stabilimento Sangemini».
Le notizie Dopo il lungo – drammatico – j’accuse di Luciano Bisonni, brevemente le notizie: la prima è che il tribunale di Terni ha accolto la richiesta di rinvio dell’adunanza dei creditori, presentata dai legali delle società interessate al concordato. Invece che venerdì 4 aprile si terrà lunedì 28. La seconda notizia è che nella giornata di mercoledì Massimo Pessina, il nuovo amministratore delegato Lorenzo Falconi e Gianantonio Tramet di Tramite, hanno fatto visita allo stabilimento e si sono incontrati con i lavoratori e i sindacati. I commenti? «Tutto è andato bene».
