Massimo Pessina, di Norda

di Marco Torricelli

Magari non c’entra per niente. O forse si tratta solo di iniziative di quella «stampa ostile» di cui aveva parlato – in un recente passato – la Fai Cisl di Terni. Quella che scrive «articoli mirati», come aveva rincarato la Uila Uil. Ma più che unità, tra Sangemini e Norda, sembra esserci ‘L’Unità’, nel senso dello storico giornale fondato da Antonio Gramsci.

L’Unità Nei giorni scorsi, ‘Il fatto quotidiano’ ha scritto che «l’Unità si ritrova senza editore. Ma all’orizzonte c’è un cavaliere bianco in trattative da settimane e disposto a creare una nuova casa editrice per la testata, insieme con l’attuale azionista di maggioranza al 51% Matteo Fago e con Maurizio Mian al 18% della Nuova iniziativa editoriale. Si tratta della lombarda Pessina Costruzioni, società guidata da Massimo Pessina il cui nome compare sia nelle carte dell’inchiesta milanese sugli appalti Expo sia nell’elenco degli italiani (i cosiddetti ‘furbetti di San Marino’) che hanno portato i propri soldi nella banche del monte Titano come la Smi Bank».

Pessina Sì, il Massimo Pessina di cui si parla è lo stesso che, con il fratello Carlo, guida la Norda. E al quale non solo i sindacati ternani sembrano pronti a fare un monumento a cavallo per l’operazione Sangemini, ma anche quelli della Basilicata, dove Norda controlla la Gaudianello e sta per trasferire un po’ di lavoratori ad una società di logistica esterna. Ma alle proteste che si sono registrate, Norda non ha replicato. Lo hanno fatto, proprio come a Terni, i sindacati.

Gaudianello Si parla, dicono Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil a ‘Il quotidiano della Basilicata’, «di un gruppo in emergenza economico/finanziaria, cosa che non risponde assolutamente al vero, essendo il gruppo Norda oltre che un importante punto di riferimento nazionale nel settore anche un gruppo che fa della propria solidità economico/finanziaria il suo punto di forza». E sono tranquilli, i sindacati lucani: «Per quanto attiene il personale che sarà utilizzato presso altro sito, il sindacato ha preteso e la società ha garantito che qualora si creassero difficoltà per i lavoratori interessati, gli stessi saranno riassorbiti dalla Gaudianello». Tanto che hanno revocato lo stato di agitazione.

Settimana decisiva? Insomma, mentre inizia una settimana che potrebbe essere decisiva per il futuro della ‘Sangemini acque’ – la newco con la quale Norda ha assunto il controllo di Sangemini – a tenere banco sono le faccende ‘complessive’ della Pessina family. Con altre famiglie in apprensione: quelle per le quali San Marino è solo un posto che sta vicino a Rimini. Sì, insomma, quelle dei lavoratori, che aspettano con ansia di sapere se venerdì 27, ai creditori convocati in ‘adunanza’ dal giudice fallimentare, verrà mostrata la fideiussione, per quasi un milione, richiesta dall’Inps per dare il ‘via libera’ alla procedura di concordato e sulla quale si era registrata la prima presa di posizione ‘inusuale’ dei sindacati. Perché senza quella, tutto potrebbe tornare in alto mare.

Possibile rinvio Solo che nelle ultime ore è cominciata a circolare la voce di un – nuovo – possibile rinvio dell’adunanza dei creditori: uno slittamento che farebbe seguito a quello, di due mesi, concesso dal tribunale lo scorso 28 aprile e che lascerebbe ancora tutto in sospeso. Ma non favorirebbe di sicuro quella operazione-chiarezza che, invece, secondo i sindacati sarebbe in pieno svolgimento.

Il mercato Le notizie di ‘radio-mercato’, infatti, parlano di un brand Sangemini che, dal 98% di ‘distribuzione ponderata’ – i punti di vendita nei quali è effettivamente presente – a maggio sarebbe precipitato intorno al 60%, mentre Fabia sarebbe in ‘fuori assortimento’ in catene della Grande distribuzione organizzata molto importanti come Esselunga, Pam e Conad Tirreno. Senza dimenticare che sarebbe ancora in stand by il contratto con Pac 2000 per la distribuzione nella catena Conad in Umbria, Lazio, Campania e Calabria. E che in parecchi punti di vendita, quando scompare Fabia, come per incanto a rimpiazzarla sarebbe Norda.

L’allarme Lunedì, intanto, la Flai Cgil ha tenuto un’assemblea con i lavoratori della – ormai – ex Sangemini Fruit, al termine della quale «denuncia il preoccupante ritardo relativo alla riattivazione degli impianti. Il senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori, in occasione della stipula dell’accordo siglato il 1° marzo, non può essere confuso con un atteggiamento passivo e con la mancanza di prospettive occupazionali».

Norda In più occasioni, ricorda il sindacato, «da parte del nuovo gestore, si è affermata la volontà di offrire prospettive solide a questo ramo d’azienda. Il tempo scorre e sempre più gravi potrebbero essere le sorti dei lavoratori della Sangemini Fruit in assenza di un piano industriale». La Flai Cgil, insomma, «ritiene necessario dare seguito a quanto sottoscritto in Confindustria il 1° marzo, consapevole che la cassa integrazione straordinaria scadrà il 31 dicembre e se entro quella data non verrà mantenuta la continuità produttiva, il destino dei dipendenti Fruit sarà segnato da un epilogo quale il licenziamento».

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