Sangemini, Agnello non molla

di M. To.

Che la richiesta dell’Inps – una fideiussione sui circa 940 mila euro di debiti che la Sangemini ha con l’ente previdenziale – potesse far traballare l’intero impianto del concordato preventivo e dell’operazione ‘Sangemini acque’ messa in piedi da Norda, era apparso subito chiaro.

I creditori Perché il timore, che si era sparsa nelle ore successive al rinvio – al 27 giugno – dell’adunanza dei creditori concessa dal tribunale di Terni il 28 aprile, era quello che alla richiesta di Inps ne provocasse altre, visto che la Sangemini ha debiti accertati, con i creditori privilegiati, per svariati milioni di euro.

Gli importi Cinque milioni e mezzo la Sangemini li deve all’erario, circa un milione e 700mila euro li avanzano professionisti e fornitori, un milione e 100mila euro devono essere sborsati per cause da lavoro, circa 35o mila euro spettano ai dipendenti 170 mila euro mancano dal fondo rischi e oneri per gli agenti, 100mila dal Tfr, circa 90mila devono essere liquidati al collegio sindacale. Il totale è di circa 10 milioni di euro. E una fideiussione per tale somma è, come dire, impegnativa.

L’annuncio Chi non appare per nulla spaventato, invece, è Francesco Agnello, l’imprenditore campano che ha sempre confermato il proprio interesse a voler rilevare la Sangemini e che, nei giorni scorsi, ha scritto all’azienda e al tribunale: «A seguito delle difficoltà che continuano ad emergere nel corso dell’attuale percorso di concordato della Sangemini spa – si legge nella lettera che ha inviato – e dopo quanto avvenuto all’assemblea dei creditori del 28 aprile scorso, in cui rappresentanti dell’Inps hanno richiesto fideiussione a garanzia del credito vantato dall’istituto, siamo consapevoli che molti altri creditori vorranno seguire la medesima strada richiedendo ulteriori fideiussioni di garanzia».

Il rilancio Agnello, insomma, si dice pronto ad onorare gli impegni più volte presi, tanto che «alla luce di tutto questo sono a rinnovare la mia offerta così come già presentata fino alla data del 27 giugno 2014 compreso, ricordando che la stessa è coperta da lettera di fideiussione per un totale di 18 milioni di euro, ampiamente sufficiente a garantire non solo i creditori, ma anche gli investimenti necessari ad un serio e solido rilancio dell’azienda».

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