I lavoratori della Sangemini

di Marco Torricelli

Un sospiro di sollievo, ma non un calo di tensione. Il giudice Paola Vella ha concesso un allungamento dei termini del concordato – la motivazione ufficiale dovrebbe essere quella della «necessità di approfondire ulteriormente gli elementi a disposizione» – e ha dato appuntamento a tutti per il 4 novembre. Tempo, per salvare la Sangemini, insomma, ce n’è ancora, ma adesso non si potrà sprecare nemmeno un minuto.

I lavoratori Davanti ai cancelli dello stabilimento la notizia è stata salutata da un’ovazione, seguita anche da qualche coro di ringraziamento, da parte dei lavoratori, all’indirizzo del giudice: «Ha confermato quello che di lei ci avevano detto – dice uno di loro – e cioè che sa unire il giusto rigore indispensabile a chi fa quel lavoro, con la sensibilità necessaria in situazioni come queste».

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Il futuro La giornata di oggi sarà dedicata alla ricerca di elementi che permettano di capire meglio come evolveranno le cose, ma da domani, intanto, il ‘presidio’ dei lavoratori si interromperà e tutti torneranno al lavoro – lo sciopero andava avanti da nove giorni – mentre sul piano delle trattative si dovrà riprendere quel filo, di fatto mai interrotto, che dovrà portare, entro la data fissata dal giudice, a presentare un progetto definitivo per il futuro dell’azienda.

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La proprietà La Sangemini del futuro, molto probabilmente, sarà in mani diverse da quelle del gruppo Rizzo-Bottiglieri-De Carlini, ma questa volta – la cosa è chiara a tutti – quando ci si presenterà davanti al magistrato, lo si dovrà fare con una proposta credibile e con piano economico-industriale credibile. L’attenzione, quindi, adesso si sposta sul profilo dei possibili investitori e sulla loro affidabilità.

Sindacati: continuità occupazionale e produttiva In una nota arrivata nel corso del pomeriggio Cgil, Cisl e Uil «prendono atto» della proroga e chiedono che le settimane da qui al 4 novembre vengano utilizzate «per garantire – spiegano in una nota – la continuità occupazionale e produttiva del sito umbro. I lavoratori sospenderanno lo sciopero e il presidio in atto ormai da nove giorni, ma continueranno, insieme a Rsu e organizzazioni sindacali, a vigilare sul corretto comportamento della proprietà, che è ora chiamata a mettere in atto tutte le azioni utili alla cessione dell’azienda, evitando il riproporsi di situazioni come quelle vissute con Norda». I rappresentanti dei lavoratori chiedono poi alla Regione di «proseguire nella sua azione di coordinamento e monitoraggio della vertenza, favorendo l’ingresso di gruppi industriali seri e affidabili».

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