di Marco Torricelli

Manca l’ufficialità, ma la partita  – iniziata a luglio – è chiusa. La Sangemini passa di mano. Alla fine il pool – coordinato da Unicredit e composto da Norda e Tramite – ha avuto ragione e, adesso, la proprietà dell’azienda sarebbe finalmente pronta a presentare al tribunale di Terni la proposta di concordato.

La trattativa Se sia stato – la cosa è molto probabile – l’atteggiamento del prefetto Bellesini, al quale ha – certamente – fatto da sponda quello di Unicredit, forse non lo sapremo mai; ma appare chiaro che proprio questi, oltre al lavoro svolto dall’assessore regionale Vincenzo Riommi (che pare si sia, pure lui, beccato una denuncia da Francesco Agnello, uno dei pretendenti) e la sensibilità mostrata dai giudici, sono da considerare tra gli elementi decisivi per la conclusione di una ‘saga’ che rischiava di trascinare nel baratro uno dei marchi più prestigiosi tra quelli delle acque minerali.

La cautela Chi ne parla lo fa, ovviamente, con tutte le cautele ed i condizionali del caso, ma l’accordo è concluso: con i Rizzo-Bottiglieri che hanno preso atto che di assi nella manica non ne avevano e che quella che veniva loro prospettata era l’unica ipotesi oggettivamente praticabile. Le ultime notizie circolate facevano riferimento ad un’offerta, fatta alla proprietà di Sangemini, di 14 milioni e mezzo di euro e non ci sono elementi che facciano pensare a clamorosi aumenti. Ma un ‘ritocco’ non sarebbe escluso.

I creditori Uno degli aspetti da chiarire, tra i tanti, sarà anche l’atteggiamento delle altre due banche che, oltre ad Unicredit, vantano crediti sostanziosi nei confronti di Sangemini: il Monte dei Paschi di Siena e Unipol Banca, come anche tutti gli altri soggetti – fornitori e aziende terze – che li hanno a loro volta maturati. Ma l’impressione è, anche se questi sono argomenti di cui si discuterà quando verrà presentato il piano economico ed industriale del gruppo che assumerà il controllo, che le ultime ore siano servite anche a sondare il terreno in quelle direzioni.

I lavoratori Altro argomento, spinoso, che dovrà essere affrontato in fretta – e che dovrà essere esplicitato nel progetto del nuovo gruppo alla guida di Sangemini – è quello relativo al personale, anche in relazione alle effettive prospettive che si vorranno dare agli altri brand del gruppo, a partire da Sangemini Fruit passando per Fabia e le altre acque ‘piatte’ in portafoglio. Lavoratori e sindacati hanno sempre ripetuto di non essere disponibili a fare sconti e che, per loro, non era ipotizzabile alcun taglio occupazionale. Ma le trattative non si chiamano così per caso.

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