di Marco Torricelli
C’era da aspettarselo. Uno dopo l’altro, tutti coloro che erano stati chiamati in causa – dall’assessore comunale di San Gemini, Luciano Bisonni – in relazione alla vicenda Sangemini-Norda, si ritrovano qualche sasso, più o meno grosso, nelle scarpe.
Le repliche E così, dopo il segretario nazionale della Fai Cisl, Gianni Pastrello – che peraltro chiede di precisare che lui «non ha nulla contro l’assessore Riommi, con il quale anzi il rapporto di collaborazione è ottimo» – e Gianantonio Tramet di Tramite, è la volta dell’assessore regionale Silvano Rometti.
Rometti «Il tavolo di crisi – spiega l’assessore all’ambiente – è stato aperto all’assessorato alle attività produttive come per ogni altro caso di crisi aziendale. A seguito di ciò, il tribunale di Terni ha ammesso una procedura di concordato per garantire la continuità delle attività di imbottigliamento e la salvaguardia dei posti di lavoro. Si è ritenuto di non interferire in queste scelte nel rispetto dei ruoli e delle competenze, tanto più nel momento in cui sono state anche coinvolte la prefettura e lo stesso tribunale di Terni».
Le concessioni Non è vero, dice ancora l’assessore Rometti, «che la Regione ha agito in assenza dell’autorizzazione del tribunale al fitto di ramo d’azienda, che è stata acquisita tra la documentazione d’ufficio e citata negli atti di trasferimento temporaneo delle concessioni». Inoltre, precisa, «l’inizio delle attività è stata subordinata alla sottoscrizione dei contratti di fitto di ramo d’azienda, secondo quanto disposto dal tribunale. I suddetti contratti, infatti, non avrebbero nessun effetto senza che la ‘Sangemini acque’ possa utilizzare la risorsa minerale e quindi avere nella propria disponibilità il titolo minerario e le necessarie autorizzazioni per farlo».
Trasparenza La Regione, ribadisce insomma l’assessore regionale all’ambiente, «con la massima trasparenza, ha scelto la strada del temporaneo trasferimento delle concessioni per far sì che la procedura concordataria, ammessa dal tribunale di Terni, potesse fare il suo corso, riservandosi ogni decisione per il definitivo trasferimento delle concessioni dopo l’eventuale acquisizione delle aziende e la presentazione di un nuovo programma di investimenti».

Che bello vedere quanti Santi hanno gestito l’intera vicenda…….nessuno di questi pero’ dice nulla su i 12 Sangemini S.p.a e i 22 Sangemini Fruit che sono rimasti fuori!!!!!!!!