Via ai saldi

di Iv. Por.

Un avvio dei saldi positivo (dopo un pessimo Natale), vendite in linea con lo scorso anno e, anzi, con punte anche significative di miglioramento. Inducono all’ottimismo i primi riscontri raccolti da Confcommercio della provincia di Perugia.

Avvio positivo La ricognizione dopo il primo weekend di vendite promozionali tra le imprese del settore abbigliamento, calzature e pelletteria evidenzia «vendite attestate in media sui livelli dell’anno scorso, con punte di miglioramento significative e diffuse», ma anche con realtà che presentano «incrementi anche del 10/20%». Non c’è stato dunque il crollo paventato da alcuni alla vigilia, anzi per Confcommercio «si comincia ad evidenziare uno spiraglio di ripresa nei consumi, determinato probabilmente anche dal fatto che i consumatori hanno a disposizione un grande assortimento di merce».

Subito maxi sconti Ad andare bene, da quanto emerge, sono state soprattutto le attività che fin da subito hanno puntato su sconti molto forti, fino al 50%. Per il resto il panorama è variegato, nel senso che hanno avuto buone performance sia imprese con un target medio alto di prodotti sia quelle con prodotti di fascia economica.

Bene sabato Dei tre giorni di saldi, il più interessante in termini di vendite per le imprese è stato il primo, cioè sabato 4, mentre domenica 5 e lunedì 6 hanno registrato un flusso più altalenante: sono andati piuttosto bene i negozi situati nei centri storici, in vie commerciali e quartieri molto trafficati; hanno invece avuto una clientela più ridotta le imprese situata in vie poco attrattive da un punto di vista commerciale. Molto bene durante tutto il week end l’afflusso di acquirenti nei centri commerciali. Insomma, conclude Confcommercio «partenza incoraggiante, che gli imprenditori del settore, usciti da un Natale nella maggior parte dei casi deludente, si augurano possa continuare».

Decalogo anti fregature L’Adoc, intanto diffonde alcuni consigli per evitare fregature: Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso, non c’è più bisogno, come stabilito dall’art. 1495 del cod. civ., di denunziare “i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta”. Il D.lgs n. 24/2002 ha stabilito, infatti, che il consumatore deve denunciare “al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto”.

Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.

Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio, sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai.

Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità.

Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi.

Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”

Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi all’Adoc oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai vigili urbani.

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