Reschio vince la gara di fatturato e utile tra resort e hotel di lusso dell’Umbria, mentre allargando il raggio a realtà del settore che operano nella regione ma hanno sede legale altrove al top c’è la Sina (società internazionale nuovi alberghi) a cui fa capo il Brufani di Perugia. I dati sono stati diffusi da Esg89 che ha messo in ordine i dati dei bilanci 2024.

In particolare, la classifica per fatturato delle società con sede sia legale che operativa in Umbria vede al vertice Reschio srl con quasi 25 milioni di fatturato (e utile netto di 5,1 milioni); il secondo posto, ma comunque ben distanziato, va a Borgobrufa srl che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 7,7 milioni (utile di quasi 87 mila euro); terzo posto alla famiglia Colaiacovo con Tourist spa che detiene il Park hotel dei Cappuccini che ha realizzato un fatturato di 6,5 milioni (utile di quasi 85 mila euro stando ai dati dell’Ufficio camerale). Fuori dal podio Valle di Assisi hotel&spa che nel 2024 ha contabilizzato un fatturato di poco superiore ai 4 milioni (utile di quasi 68 mila euro); quinto posto a Villa Donini che ha chiuso il 2024 con 3,5 milioni (utile di quasi 730 mila euro). Seguono: Sporting hotel Salicone srl di Norcia con un fatturato di oltre 3,1 milioni di euro; Hotel Giotto di Assisi con quasi 3 milioni; Structurae srl che gestisce il Nun Assisi relais&spa con oltre 2,3 milioni.

La classifica per fatturato delle società dell’accoglienza turistica di lusso attive in Umbria ma con sede legale altrove è guidata, come si accennava, dalla Sina di Firenze che ha in mano il Brufani di Perugia, che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 72 milioni; seguita dalla Società per l’industria alberghiera spa con sede a Venezia, ma che qui gestisce il Borgo dei Conti: fatturato 2024 di 16,8 milioni.

Secondo Giovanni Giorgetti, che guida Esg89 group «il turismo di lusso in Umbria è in una fase di crescita promettente, tuttavia, per competere con destinazioni di lusso più blasonate, occorre – a suo dire – ampliare l’offerta alberghi e di servizi premium, potenziare il marketing internazionale, sviluppare prodotti turistici integrati e distintivi, ma anche preservare l’autenticità culturale della regione». Per Giorgetti, comune, «l’Umbria ha tutti gli ingredienti per affermarsi come meta luxury, ma servirà sempre di più una strategia coordinata tra istituzioni e operatori per tradurre il potenziale in risultati consolidati nel mercato globale».

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