Nestlé licenzia il numero uno Laurent Freixe: un colpo di scena che interessa l’Umbria, atteso che la multinazionale ha una presenza economica di grande rilievo. La vicenda è emersa dopo l’indagine interna che ha portato alla sospensione immediata di Freixe, amministratore delegato del gruppo dal settembre 2024, a causa di una «relazione sentimentale non dichiarata con una diretta dipendente», in violazione del codice di condotta aziendale che richiede trasparenza per evitare conflitti d’interesse. La decisione è stata presa dal presidente Paul Bulcke dopo una investigazione interna con il supporto di consulenti esterni, sancendo così la fine di una carriera di quasi 40 anni nel colosso alimentare svizzero. La politica aziendale non lascia spazio all’interpretazione. Un codice di condotta invita i dipendenti a evitare potenziali conflitti d’interesse e chiede loro di dichiarare «tempestivamente» eventuali relazioni con colleghi. «I valori e la governance di Nestlé sono le solide fondamenta del nostro gruppo», ha rimarcato il presidente per mettere un punto alla collaborazione.
Nestlé, proprietaria di marchi iconici come Perugina, Nespresso, Nescafé, Nesquik e HäagenDazs, è un attore fondamentale anche per l’economia umbra, con lo stabilimento Perugina di San Sisto a Perugia come fulcro della produzione a livello europeo. Nel 2020, il gruppo ha generato 132 milioni di euro di valore condiviso in Umbria, corrispondente allo 0,6% del Pil regionale. Lo stabilimento rappresenta inoltre il primo polo industriale alimentare della regione e una delle principali industrie umbre per importanza territoriale, internazionale e occupazionale. Oltre 46 milioni di euro vengono distribuiti in salari, mentre 82,8 milioni di euro costituiscono il fatturato garantito alla filiera locale di fornitori e distributori, con un contributo fiscale di 27 milioni di euro.
Nel sito produttivo di San Sisto si realizzano oltre 496 referenze di alto profilo, tra cui famosi brand, primo tra tutti Bacio Perugina su cui la multinazionale ha puntato per lacniarlo com e prodotto di punta in uno scenario sempre più internazionale rispetto a quando ha acquisito lo stabilimento, ma anche Crunch, Kit Kat e Galak destinati anche ai mercati esteri, con il 57% della produzione rivolta all’export. Negli ultimi anni, Nestlé ha investito nel rilancio dello stabilimento con un piano da 60 milioni di euro (2016-2018) e nel 2023 ha annunciato un ulteriore investimento di 7,5 milioni per una nuova linea di produzione dedicata a prodotti internazionali, che entrerà in funzione dal 2024, prevedendo nuove assunzioni e un incremento della capacità produttiva di 1.000 tonnellate.
Il nuovo amministratore delegato Philipp Navratil, chiamato a sostituire Freixe, proviene da una lunga esperienza all’interno del gruppo, guidando Nespresso prima di assumere la carica di Ceo. Navratil ha dichiarato di condividere pienamente la direzione strategica attuale, promettendo continuità nelle politiche aziendali di crescita e sviluppo.
Per l’Umbria, la presenza di Nestlé rappresenta un fattore strategico non solo sul piano economico, ma anche occupazionale e sociale. La multinazionale funge da collegamento essenziale tra produzioni locali e mercati internazionali, contribuendo in modo significativo a sostenere il tessuto produttivo regionale, caratterizzato da micro e piccole imprese.
