Foto archivio generica U24

di Maurizio Troccoli

«I Caf della Cgil sono da un mese impegnati nel dare risposte a chi si avvicina per chiedere informazioni e strumenti per la domanda del reddito di cittadinanza. Siamo pronti e abbiamo allestito una capillare organizzazione di sportello gratuito in tutto il territorio». Lo spiega a Umbria24 il responsabile Caf della Cgil Perugia Corrado Corradetti che spiega come si sia pensato al metodo degli appuntamenti per evitare resse.

Consulta il volantino

Ai Caf «Abbiamo l’agenda degli appuntamenti piena, sia per la giornata di sabato che di lunedì. In queste ultime ore abbiamo registrato una crescita delle richieste di informazioni ai nostri sportelli, particolarmente nella giornata di oggi (martedì ndr.) ma è da un mese circa che sono aumentate le compilazioni dei certificati Isee, parti delle quali certamente destinate alla domanda del reddito di cittadinanza». E’ quanto si è in grado di fotografare al momento, tenuto conto del fatto che le domande possono cominciare a essere compilate e inviate a partire dal 6 marzo, quindi da domani (mercoledì ndr) e quindi per conoscere maggiori dettagli sulle procedure c’è bisogno di attendere. Resta tuttavia il rischio ingorghi che, a Perugia, ad esempio, si è cercato di ridurre sia con la realizzazione di un volantino che spiega come presentarsi allo sportello e con quali documenti in tasca, sia con il sistema degli appuntamenti. Mentre le Poste, chiedono al Governo, di prevedere il metodo della presentazione in ordine alfabetico spalmando gli arrivi, nei primi dieci giorni, in modo da evitare affollamenti al primo o al secondo giorno utile.

REDDITO CITTADINANZA A 37 MILA UMBRI

Il primo termometro Le difficoltà che maggiormente si sono registrate in queste prime battute della vigilia sono relative al timore che un emendamento cambi le carte in regola: «E’ già avvenuto 3 o 4 volte, in questa occasione», spiega Corradetti. Poi «le maggiori richieste che ci pervengono sono del tipo: ‘come faccio a sapere se ho i criteri Isee richiesti?’ E in questo – aggiunge – ci siamo fatti aiutare dal volantino. Tuttavia noi non forniamo informazioni rispetto al fatto se si abbia diritto o meno di ricevere il reddito – dice ancora -, non ci compete. E non avendo ancora attiva la comunicazione con i centri per l’impiego o l’Inps non siamo in grado di misurare il livello organizzativo raggiunto dalla macchina complessa messa in moto attorno al reddito di cittadinanza. Il versante su cui siamo maggiormente impegnati è quello della compilazione dei certificati Isee, che a volte intendono compilare allo scopo del reddito anche coloro che in maniera evidente superano i parametri previsti».

Le regole Da mercoledì 6 marzo è possibile presentare le domande per ottenere il reddito e la pensione di cittadinanza. L’Inps ha predisposto le procedure informatiche che consentiranno la ricezione delle domande, le quali potranno essere presentate secondo le seguenti modalità: agli sportelli postali utilizzando il modulo cartaceo predisposto dall’Inps e pubblicato sul sito Internet; on-line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali www.redditodicittadinanza.gov.it, tramite le credenziali SPID 2; presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF). Si ricorda che prima di presentare domanda gli interessati devono avere presentato una DSU (dichiarazione sostitutiva unica) finalizzata al rilascio di ISEE. Non è necessario allegare alla domanda alcun documento, né l’attestazione ISEE, che verrà abbinata alle domande in modalità telematica direttamente dall’Inps. Le domande presentate saranno trasmesse all’Inps che eseguirà la verifica dei requisiti e provvederà ad accoglierle o rigettarle. Per le domande accolte, Poste Italiane inviterà gli interessati presso i propri sportelli per il ritiro della carta Rdc.
Si precisa che l’Inps sarà in grado di trasmettere a Poste Italiane il flusso degli ordinativi di accreditamento sulle carte Rdc già dal 15 aprile prossimo, in anticipo rispetto a quanto originariamente programmato.

Le cifre Come ricorda l’Istituto di statistica il reddito di cittadinanza potrebbe raggiungere 1 milione e 308 mila famiglie e 2 milioni e 706 mila italiani, con un beneficio medio per famiglia pari a 5.053 euro in un anno, corrispondente al 66,8% del reddito familiare, per una spesa complessiva dello Stato di circa 6,6 miliardi di euro. Repubblica ricorda la simulazione del direttore del dipartimento per la produzione statistica alle Commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera. Secondo il modello di microsimulazione dell’Istat, le famiglie del Centro Italia saranno 22mila, pari al 4,1% dei quelle residenti, rispetto alle 752 mila che vivono nel Mezzogiorno (9% delle famiglie residenti) e 333 mila al Nord (2,7%). Su base annua, il sussidio per famiglia beneficiaria è pari a 4 mila e 919 euro nel Centro Italia, mentre nel Mezzogiorno a 5 mila e 182 euro e, al Nord, arriva a 4 mila 853 euro. In linea di massima metà delle famiglie beneficiarie riceverà un contributo superiore a 4.855 euro; un quarto delle famiglie con il maggiore beneficio oltre 7.560 euro e il restante quarto delle famiglie con il minore beneficio meno di 1.929 euro. Inoltre quasi la metà delle famiglie beneficiarie, su base nazionale, sono single, costituiscono cioè il 47,9% della platea (626 mila) e riceveranno in media, un sussidio di 4 mila 485 euro l’anno. Le coppie con figli minorenni sono 257 mila (il 19,6% delle famiglie beneficiarie) e percepiranno in media, 6 mila 470 euro, quindi, per effetto delle scale di equivalenza, meno delle coppie con figli tutti adulti (che percepiranno 7 mila 41 euro). Gli stranieri si attestano al 12,4% dei beneficiari. Rispetto all’avvio al lavoro, tenuto conto del braccio di ferro tra Regioni e Governo sull’inserimento dei ‘navigator’, cioè coloro che dovranno affiancare la persona nella ricerca di un lavoro, sempre Repubblica ricorda come l’ufficio parlamentare di bilancio abbia evidenziato che solo una parte minoritaria degli aventi diritto al reddito di cittadinanza verrà avviata ai percorsi di inserimento al lavoro. Secondo l’Istat siamo a uno su tre: circa 900mila beneficiari del Rdc saranno obbligati a sottoscrivere un patto per il lavoro. Si tratta in particolare di 897 mila persone, di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Di questi, la maggior parte (circa 600 mila) ha la licenza media o nessun titolo di studio, sono prevalentemente disoccupati (492 mila) e casalinghe (373 mila) cui i centri per l’impiego dovranno trovare un’offerta di lavoro congrua. In gran parte, ha inoltre rilevato l’istituto, sono cittadini italiani (circa 760 mila), mentre gli extracomunitari sono circa 100 mila. Perplessità sono emerse anche dall’ispettorato del lavoro che teme l’utilizzo in nero di personale beneficiario di Rdc da parte di datori di lavoro. Questo alla luce soprattutto delle difficoltà di monitoraggio per via degli organici non sufficienti e per le difficoltà di verificare velocemente e con evidenza i profili.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.