Il portone di Palazzo dei Priori

In poco più di dieci anni l’Art Bonus ha raccolto in Italia 1,192 miliardi di euro a sostegno della cultura, una cifra che conferma come il mecenatismo diffuso sia diventato una leva concreta per la valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale. Negli ultimi tre anni le erogazioni delle sole imprese sono passate da 50,5 milioni a oltre 70 milioni annui, segno che aziende e istituzioni hanno compreso l’importanza di investire nella cultura anche come strategia di responsabilità sociale e attrattività territoriale.

In Umbria, secondo i dati ufficiali pubblicati oggi dal Sole 24 Ore, le erogazioni tramite Art Bonus hanno superato 22 milioni di euro. Pur in una regione di dimensioni contenute, il meccanismo ha consentito di finanziare centinaia di interventi su musei, monumenti e beni ecclesiastici, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e la partecipazione dei cittadini. Il dato regionale pone l’Umbria tra le prime dieci regioni italiane per ammontare delle donazioni, a conferma di un tessuto territoriale capace di attivare una risposta diffusa pur non essendo una delle aree economicamente più grandi del Paese.

La regione beneficia, come altre, dell’Art Bonus nazionale, che consente alle imprese di dedurre una quota delle donazioni dal reddito imponibile. Alcune realtà locali hanno inoltre previsto incentivi aggiuntivi, seppure in misura più contenuta rispetto a Regioni come Toscana o Friuli Venezia Giulia. Nonostante ciò, in Umbria la partecipazione delle imprese, dei privati e delle fondazioni ha garantito risultati concreti, rendendo evidente che anche investimenti contenuti possono produrre un impatto rilevante quando il coinvolgimento è diffuso e radicato.

Questo modello di mecenatismo, spiega Carolina Botti, direttore di Ales e referente Art Bonus per il ministero della Cultura, rappresenta «una leva strategica non solo per la tutela dei beni culturali, ma anche per la coesione sociale e il senso di appartenenza al territorio». La crescita in Umbria conferma questa visione: le donazioni non riguardano solo i grandi centri, ma comprendono piccoli comuni, istituzioni locali e singoli cittadini, contribuendo a rendere fruibili e vivibili opere d’arte e monumenti altrimenti trascurati.

Un esempio concreto arriva dalle iniziative di restauro a Spoleto, dove il sipario storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti è stato oggetto di donazioni tramite Art Bonus, con il coinvolgimento attivo della comunità e di imprese locali. Questi interventi testimoniano che la cultura può diventare un bene condiviso e partecipato, capace di mobilitare energie civiche oltre che economiche.

Resta aperta la sfida di far crescere ulteriormente la platea dei donatori in Umbria e di ampliare le opportunità fiscali locali, in modo da rendere l’Art Bonus uno strumento sempre più accessibile anche ai piccoli imprenditori e ai cittadini privati. Con oltre 22 milioni di euro raccolti, per la precisione 22.349.155, la regione ha dimostrato che anche territori di dimensioni medie possono raggiungere numeri significativi se le politiche culturali sono sostenute da comunicazione, conoscenza dello strumento e partecipazione attiva.

Un’analisi più dettagliata dei dati regionali evidenzia come, nei primi dieci anni di vita dello strumento (dal 2014 al 2024), l’Umbria abbia raccolto in totale 18.799.118 euro tramite Art Bonus, destinati a 358 interventi di restauro, manutenzione e valorizzazione sul territorio regionale. In base alla suddivisione dei donatori, il 65 % delle erogazioni è stato raccolto dai Comuni, mentre il restante 35 % è stato erogato da festival, musei e altri soggetti pubblici. Tra i beneficiari si distinguono 152 enti non commerciali che hanno raccolto 8.551.996 euro, 286 imprese con 5.388.378 euro e 450 persone fisiche con 4.872.894 euro di donazioni. Gli esempi concreti di cantieri Art Bonus in Umbria comprendono sia grandi interventi sia numerose azioni di scala più piccola. Uno dei progetti più significativi è stato il restauro del sipario storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, selezionato e premiato anche nel concorso nazionale Art Bonus per la categoria “Beni e luoghi della cultura” grazie ai 7.174 voti della comunità alla votazione online del 2025. A Perugia, sin dalle prime stagioni di Art Bonus, sono stati raccolti fondi per il recupero di una lunga serie di monumenti e beni pubblici: tra questi figurano il restauro del Teatro Morlacchi, la fontana di via Maestà delle Volte, il pozzo etrusco, oltre a opere di manutenzione su portali, statue, lapidi e affreschi di chiese e spazi urbani. La dinamica dei progetti riflette anche l’estensione territoriale dell’iniziativa: oltre alle realtà più strutturate dei capoluoghi, l’Art Bonus ha sostenuto interventi di valore in borgate minori e piccole comunità, con restauri di monumenti locali, piccoli complessi architettonici e opere d’arte custodite in musei e archivi comunali. Questi esempi dimostrano che il meccanismo — pur sfruttato in modo diverso rispetto alle grandi regioni del Centro‑Nord — ha saputo mobilitare risorse diffuse, coinvolgendo un ampio numero di comuni e soggetti donatori e traducendo la generosità in risultati tangibili per la conservazione del patrimonio culturale regionale

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