La Camera di commercio di Perugia

di D.B.

È una contrazione della base imprenditoriale della provincia di Perugia quella che emerge dai dati della Camera di commercio di Perugia relativi al terzo trimestre dell’anno. Contrazione però dovuta, perlopiù, alla cessazione di partite Iva. Secondo i numeri di Movimprese infatti «rispetto allo stesso periodo di un anno fa il peggioramento è marcato»: a determinare questo peggioramento le iscrizioni di nuove imprese che mostrano solo un modesto incremento, cancellazioni non d’ufficio che crescono del 36%, scioglimenti e liquidazioni che fanno segnare un più 41% e fallimenti e altre procedure concorsuali (più 3,4%). «Il dato di questo trimestre – spiega la Camera di commercio – trova riscontro in quello dei primi nove mesi che mostra appunto una certa prevalenza delle cessate sulle nuove iscritte. Le tendenze sono in linea con quelle rilevate a livello nazionale, ma, per quanto riguarda cancellazioni e liquidazioni, molto più accentuate in senso negativo». Il risultato cumulato dei primi nove mesi dell’anno mostra un saldo tra iscrizioni e cessazioni negativo: rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso le iscrizioni sono diminuite del 7% mentre le cessazioni sono aumentate del 4%.

Partite Iva Un saldo negativo dovuto però interamente alla fortissima crescita (45% contro l’11,2% della media italiana) delle cessazioni delle imprese individuali, ovvero quelle per cui basta aprire una partita Iva: se si guarda infatti alle realtà ben più strutturate come le società di capitali, in questo caso le cessazioni sono in calo di quasi il 10% e, sull’altro fronte, fanno registrare un aumento delle iscrizioni tra luglio e settembre del 9%. Un saldo positivo è riscontrabile anche per le società di persone. Il maggior numero di aperture si registra nel settore commercio (quasi il 30%), seguito da costruzioni (17%, incremento del 21% rispetto al terzo trimestre 2012) e turismo (11%).

Rosa e giovani Tra luglio e settembre un terzo delle nuove imprese iscritte sono ‘rosa’, un dato in aumento del 13%, mentre quelle di giovani e stranieri sono sostanzialmente stabili (+1%). Le imprese entrate nella fase di scioglimento o liquidazione sono state complessivamente 158, in aumento del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Stabili invece i fallimenti e in aumento i concordati (ma su un valore assoluto piuttosto piccolo). «La contrazione della base imprenditoriale – commenta il presidente della Camera di commercio Giorgio Mencaroni – non è un bel segnale, soprattutto quando, al contrario, ci si aspettava qualche indicazione di una ripresa, magari contenuta, ma effettiva. La fiducia in questi momenti vacilla, ma tiene quella di giovani e donne, che sono quelli che danno forza alla voglia di fare impresa nella nostra provincia: un terzo delle nuove imprese sono rosa e un altro terzo under 35». 

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