«Lo sviluppo economico dell’Italia va contestualizzato in uno scenario globale di ripresa economica, tra luci e ombre: le politiche della Bce e i prezzi bassi delle materie prime aiutano, mentre le incertezze politiche, come le elezioni americane e il rischio che la Gran Bretagna lasci l’Unione europea, sono fattori di rischio». A dirlo è stato James Politi, corrispondente dall’Italia del Financial Times, sabato all’Itts di Perugia durante il terzo incontro organizzato da Progetto scenario, l’associazione fondata qualche mese da dalla deputata pd Anna Ascani. Al centro del tavolo questa volta, dopo gli appuntamenti che si sono tenuti a Foligno e Città di Castello, dedicati rispettivamente a innovazione e partecipazione, i temi dell’economia. «Il governo italiano – ha continuato Politi -, nei vincoli di bilancio europeo, ha compiuto una riforma importante: il Jobs Act. La mia esperienza di corrispondente, a contatto con tante realtà produttive, m’induce a ritenere che le aziende lo stiano usando in maniera diffusa, e nel medio periodo se ne vedranno molti frutti».
L’incontro Oltre a Politi ed Ascani all’appuntamento hanno partecipato anche sottosegretario alla Presidenza del consiglio Tommaso Nannicini e tante persone che hanno voluto raccontare la loro esperienza. «La vera prospettiva del nostro paese – ha detto Nannicini – è creare un contesto per cui si torni a investire dopo una crisi che ha lasciato molte macerie sul nostro tessuto produttivo. Abbiamo bisogno di forti investimenti pubblici e privati: l’importante non è la loro carta d’identità. Siano essi italiani o stranieri, ma che siano iniziative sorrette da idee forti e che guardino avanti». «È stato bellissimo – ha sottolineato poi Ascani – aver fatto tappa all’Itts “Volta” di Perugia, in cui molto si sta facendo per stimolare sin dai banchi di scuola una mentalità allo stesso tempo rigorosa e creativa: in una parola, contemporanea. E il nostro approccio, di confronto tra vari livelli, si è rivelato particolarmente fruttuoso su un tema come l’economia, che vive d’intersezione tra l’alto e il basso, tra le teorie e le esperienze».
