Si è costituito lunedì mattina con la prima riunione, al Centro di Formazione della Usl Umbria 1, il Comitato tecnico scientifico del progetto Migrants. «La Usl Umbria 1 – è scritto in una nota – promuove il progetto, in risposta all’avviso pubblico emanato dal ministero dell’Interno e dall’Unione europea per migliorare la risposta delle Asl italiane alle necessità di tutela e salute dei rifugiati e dei richiedenti asilo».
Le cariche Il Comitato è composto dai rappresentanti della Regione Umbria, dell’Università degli Studi di Perugia, di Anci Umbria, di Federsanità, delle due Usl dell’Umbria, dai rappresentanti dei medici di Medicina generale e dei medici di Continuità assistenziale. Aarà coordinato da Mara Fabrizio, dello staff Uo formazione personale e sviluppo risorse della Usl Umbria 1, mentre direttore scientifico del progetto sarà Elisabetta Rossi del dipartimento Salute mentale.
La nota della Asl La delibera del direttore generale Andrea Casciari – continua ancora la nota – recepisce una proposta dello scorso 28 giugno che consentiva l’adesione al progetto e seguiva l’ammissione al finanziamento da parte del ministero per un totale di circa 123 mila euro di cui oltre 61 mila da contributo dell’Unione Europea, circa 48 mila da contributo strutturale del ministero; il restante importo di 13 mila euro è coperto da un contributo del beneficiario (cofinanziamento Usl Umbria 1) «che però non rappresenta un aggravio sul bilancio aziendale, in quanto cofinanziamento figurativo attraverso spese ordinariamente sostenute nell’attività dell’Azienda che, nel periodo di cofinanziamento, saranno finalizzate agli specifici obiettivi del progetto e che consentirà di acquisire risorse destinate al miglioramento tecnologico e professionale della Usl 1. Il ministero ha ammesso al finanziamento il progetto proposto dall’Azienda richiedendo contestualmente la rimodulazione di alcune voci finanziarie e del cronoprogramma», spiega la Asl.
Gli obiettivi Obiettivo generale del progetto è la tutela della salute dei richiedenti e titolari di protezione internazionale presenti nel territorio regionale in condizione di vulnerabilità psico-sanitaria, sviluppando specifici e coerenti programmi di assistenza, trattamento e riabilitazione anche di lunga durata. Nello specifico del progetto vi è la presa in carico psico-socio-sanitaria integrata con la collaborazione tra il servizio sanitario pubblico, il privato sociale e la medicina di assistenza primaria di cui la proposta progettuale prevede lo sviluppo e il rinforzo per garantire risposte efficaci ai bisogni di salute dei migranti forzati e richiedenti asilo, attraverso modelli integrati di assistenza territoriale anche attraverso attività di formazione, rivolto in particolare ai rischi psicopatologici, alla loro valutazione precoce ed eventuale trattamento.
