Il biometano prodotto coi rifiuti entra nella rete di distribuzione del gas naturale della Valle Umbra Servizi. Ad annunciare l’immissione del primo metro cubo è la stessa multiservizi pubblica e la società Asja, titolare dell’impianto che produce gas rinnovabile dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani: «Una volta a regime – si legge in una nota congiunta – la produzione sarà di 4 milioni di metri cubi di biometano l’anno, ossia il fabbisogno annuale di 2.857 famiglie, per un risparmio di 3.280 tonnellate di petrolio».
Biometano nella rete del gas Vus Diventa pienamente operativo, dunque, il sito di Casone (Foligno), inaugurato il 30 maggio 2018, e preceduto dalle proteste dei residenti e dai dubbi degli ambientalisti preoccupati dall’impianto che tratta e recupera 53.500 tonnellate l’anno di rifiuti organici e produce, oltre al biometano, 15 mila tonnellate di compost di qualità. In questo senso, nella nota si torna a ribadire che «l’impianto è progettato nel rispetto delle migliori tecnologie disponibili, consente al territorio di chiudere in maniera virtuosa il ciclo dei rifiuti, evitando i costi economici e ambientali derivanti da un’insufficiente capacità di trattamento dell’organico differenziato a livello locale». A dirsi «orgoglioso» per l’immissione del primo metro cubo di biometano nella rete di distribuzione Vus è direttamente il presidente Lamberto Dolci, che parla della scommessa di Casone come di un «esempio virtuoso di economia circolare, che dà concreta attuazione al riciclo virtuoso dei rifiuti», mentre il presidente di Asja dice che «quello di Foligno è il primo di una serie di impianti che stiamo realizzando, perché – dice Agostino Re Rebaudengo,- gli impianti di biometano sono la soluzione tecnologica più avanzata per il recupero della frazione organica dei rifiuti urbani».
