«Poste Italiane, di fronte alle nostre domande e alle fortissime criticità emerse circa la riorganizzazione del lavoro nell’attività di recapito, si è limitata a fare spallucce, senza dare risposte, senza riconoscere i problemi e senza nemmeno entrare nel merito di possibili soluzioni che possano migliorare la qualità del lavoro che si svolge quotidianamente nei centri del recapito postale». È quanto denunciano Slc Cgil e Uilposte in un contesto che le stesse organizzazioni definiscono di enorme problema delle giacenze. Una condizione che deriverebbe dall’ampliamento delle zone di competenza nel centro di distribuzione di Terni, «ormai pieno di posta arretrata che l’azienda non riesce a smaltire, nonostante il ricorso a straordinari e distacchi di personale da altri territori». Proclamato lo stato di agitazione, il caso sarebbe stato già segnalato all’Agcom.
Pt Questi accumuli di corrispondenza e pacchi – spiegano le sigle sindacali – spesso fanno sì che i portalettere escano in ritardo, con macchine e motorini pieni oltre il normale, con il risultato di dover correre e non riuscire spesso a lavorare in condizioni di sicurezza. «Un evidente fallimento della riorganizzazione del lavoro decisa con gli accordi del 27 novembre 2024, da noi non condivisi – tuonano da Cgil e Uil -. Problemi simili – proseguono le segreterie – riguardano anche la linea dei corrieri nella quale i ritardi dello smistamento e, conseguentemente, degli orari di uscita aumentano stress e insicurezza durante i giri di consegna. Inoltre, gli enormi ritardi accumulati nel recapito di pacchi, lettere e raccomandate hanno definitivamente compromesso la garanzia del cosiddetto servizio universale teso alla garanzia del diritto alla comunicazione di tutti i cittadini, per cui Poste Italiane riceve anche fondi pubblici».
«Ogni giorno, nel centro logistico di Terni, in via Bramante, non si contano gli utenti che cercano di accedere alla ricerca delle proprie lettere e raccomandate smarrite. Abbiamo a questo proposito anche effettuato una segnalazione all’Agcom. L’atteggiamento aziendale – dichiarano Cgil e Uil – è improntato a silenziare il dissenso e ignorare i problemi organizzativi e le condizioni di lavoro a vantaggio del profitto. Si apre quindi una fase di agitazione sindacale, in cui ci riserviamo, previo confronto con i lavoratori, di adottare tutte misure necessarie per portare avanti questa vertenza».
