Una vista del polo chimico
Sviluppumbria soggetto unico per le politiche industriali

di Daniele Bovi
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Più semplice, più forte e con un raggio d’azione che abbraccia tutta l’Umbria. La giunta regionale lunedì pomeriggio ha dato il via libera alla riunificazione, sotto il cappello di Sviluppumbria, di tutti i consorzi di sviluppo industriale della regione dei quali l’agenzia è già in parte socia. Un’operazione, da portare a termine nell’arco di sei mesi, che ridisegna un pezzo importante della politica industriale di palazzo Donini e che, nelle intenzioni dell’esecutivo, vuole fornire alla Regione uno strumento altamente patrimonializzato, più snello e semplice da usare e più forte nei confronti delle banche.

Cosa sono I consorzi di sviluppo industriale, che di solito vengono costituiti per scopi precisi e poi sciolti, sono strumenti a partecipazione pubblica che in generale si occupano dell’acquisto, della riorganizzazione e della reimmissione sul mercato di aree industriali o di immobili. Tre quelli attualmente attivi in Umbria: quello di Terni-Narni-Spoleto, il consorzio Crescendo di Orvieto al quale partecipano molti Comuni della zona e quello di Massa Martana-Giano dell’Umbria, il Flaminia Vetus del progetto Archimede della Angelantoni. Tanto per dare un’idea, solo il primo ha in pancia un attivo da 43 milioni di euro.

Il percorso Il percorso di riunificazione sotto Sviluppumbria, che come detto durerà circa sei mesi, parte dalla precisa richiesta dei consorzi stessi. Due in particolare (Terni e Orvieto) pur avendo patrimoni per milioni hanno qualche difficoltà finanziaria dovuta perlopiù ad un mercato investito dalla crisi: finché i lotti si vendono tutto va bene, quando il mercato si ferma ci sono da pagare mutui e non solo. Arrivata la presa d’atto di lunedì pomeriggio, si procederà ora con la messa in liquidazione delle società e il passaggio sotto l’ombrello di Sviluppumbria. Un’operazione che, oltre a mettere in sicurezza finanziaria tutto il comparto, permetterà anche di risparmiare perché contestualmente alla liquidazione delle società verranno «liquidati» anche i cda e altri costi aggiuntivi.

Le banche Tempi addietro questi strumenti servivano da aiuto per le aree più complicate della regione mentre ora, nelle intenzioni della giunta, una struttura di questo tipo potrà non solo intervenire in aree critiche ma dovrebbe saper cogliere anche le occasioni che arriveranno, agendo su tutto il territorio in modo unitario. In questo contesto, fortemente patrimonializzato e con la «garanzia» della Regione, bussare alle porte delle banche e ottenere linee di credito da investire in progetti per lo sviluppo dell’Umbria si spera sia più semplice.

Riommi: prosegue la semplificazione «La giunta regionale – dice a Umbria24 l’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi – sta continuando nel percorso di riorganizzazione e semplificazione che investe anche le politiche industriali. I consorzi hanno rappresentato utili esperienze ma ora hanno bisogno di essere ripensati aggiungendo efficienza e riducendone i costi. Questo sarà uno strumento che ci permetterà di intervenire non solo nelle aree per così dire più “bisognose”: oggi ne abbiamo bisogno dappertutto per una vera politica regionale del settore».

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