Il piano verrà esaminato mercoledì in Seconda commissione (Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Approderà mercoledì mattina sui tavoli della commissione Attività economiche del Consiglio regionale il Piano pluriennale 2011/2013 per lo sviluppo al cui interno sono contenute le linee di riforma della nuova Sviluppumbria e della nuova Gepafin. In pratica, le due gambe sulle quali si dovrà reggere lo sviluppo del sistema Umbria.

La «mission» La «mission» affidata a Sviluppumbria, come si spiega nella relazione dell’assessore allo Sviluppo economico Gianluca Rossi, consisterà nella promozione e nello sviluppo territoriale, nell’assistenza e nel supporto allo sviluppo del sistema del imprese e nella gestione, dopo la fusione con Res, del patrimonio della Regione. Tre macro aree dentro le quali si articoleranno tutta una serie di attività come, per quanto riguarda lo sviluppo del territorio, la progettazione finalizzata all’attrazione di investimenti o la promozione di programmi di sviluppo locale.

Incorporate le funzioni di altre realtà Nel quadro del complessivo riassetto Sviluppumbria incorporerà le funzioni del Centro agroalimentare dell’Umbria e dell’Umbria film commission (ovvero tutte quelle attività di sostegno all’industria cinematografica) e si occuperà dei progetti di cooperazione internazionale e della partecipazione a programmi comunitari. Sviluppumbria fungerà poi anche da fulcro del marketing territoriale e della promozione turistica, con la progettazione di iniziative e la ricerca di possibili investitori anche tramite l’Agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti.

Gepafin Come già noto poi, Sviluppumbria in sinergia con Gepafin si dedicherà alla gestione e al coordinamento di una struttura dedicata alle crisi di impresa. Sempre a sostegno del tessuto imprenditoriale, Sviluppumbria sarà una sorta di advisor per progetti industriali e promozione di opportunità. Per quanto riguarda Gepafin invece, la finanziaria pubblico-privata, nell’attesa dell’entrata definitiva dei confidi nel capitale sociale e del riconoscimento come intermediario finanziario di serie A, dovrà procedere all’incremento del patrimonio attraverso il raddoppio dei mezzi patrimoniali netti.

Riassetto della governance In parallelo si penserà al riassetto della governance che dovrà tener conto di tutti i soggetti che parteciperanno al capitale sociale della finanziaria. I fondi propri e quelli pubblici dovranno essere orientati al supporto della ricerca e dello sviluppo delle imprese e di eventuali reti tra esse, alla creazione di nuovi prodotti finanziari che facilitino i poli di innovazione tecnologica e che contrastino la crisi economica. Ambito specifico in cui Gepafin e Confidi potranno dare vita ad accordi specifici di collaborazione attraverso gli strumenti della controgaranzia e della co-garanzia. Un pacchetto di riforme che mireranno, in sintesi, al contrasto della crisi e alla lotta contro uno dei principali mali dell’economica regionale, ossia il basso livello tecnologico e quindi il basso valore aggiunto delle produzioni umbre.