Il Pil pro capite nelle regioni italiane

di Daniele Bovi

Rimane distante dalla media nazionale e molto lontano da quello delle aree più dinamiche del paese il Pil pro capite dell’Umbria nel 2015; non l’unico indicatore per valutare il benessere di un paese o di un’area geografica, ma certamente in grado di fornire alcuni spunti di analisi. Il dato lo si ricava dal dossier sulla contabilità regionale e provinciale diffuso dall’Istat lunedì: secondo l’Istituto il prodotto pro capite si attesta nella regione a quota 23.700 euro contro i 27 mila della media italiana, gli oltre 33 mila del nord ovest, i 32.300 del nord est e i 29.300 delle altre regioni del centro, mentre il Mezzogiorno è inchiodato a quota 17.800; insomma, una persona nelle regioni del sud può contare su un Pil pro capite pari a metà di quello del nord est o del nord ovest. Tornando all’Umbria, il dato del 2015, anno in cui l’Abruzzo supera il Cuore verde (24.200 euro) è leggermente inferiore a quello dell’anno precedente (23.900 euro) ed è «l’effetto – sottolinea l’Istat – dei risultati negativi nel triennio 2012-2014».

I numeri La mancata crescita ha come effetto anche quello di allontanare l’Umbria dalla media nazionale: se nel 2013 infatti la differenza era di 2.300 euro e l’anno dopo di 2.600, nel 2015 è salita a 3.300. L’altro indicatore da guardare è il Pil dell’intera regione: in media, dal 2011 al 2015, ogni anno l’Umbria ha lasciato per strada il due per cento del prodotto interno lordo, la performance peggiore a livello nazionale a esclusione di Valle d’Aosta e Molise; nel 2014 il calo è stato del 2,6 per cento, anche in questo caso il segno meno più pesante in Italia stavolta insieme alla Sicilia. Un’inversione di tendenza sembra però essere arrivata nel 2015, anno in cui il Pil in Umbria è cresciuto dell’1,9 per cento, tra i dati migliori dell’intero paese dove in media il balzo in avanti è stato dello 0,7 per cento; un segnale di incoraggiamento. Alla crescita del Pil si accompagna una dinamica positiva dei consumi delle famiglie: +1,1 per cento contro una media un po’ più alta (+1,7%) e dopo un periodo, quello tra il 2011 e il 2015, dove ogni anno in media i consumi sono scesi nella regione dell’1,3 per cento.

Export Sempre nella giornata di lunedì sono stati messi a disposizione i numeri relativi alle esportazioni delle regioni italiane relativi al terzo trimestre del 2016: l’Umbria passa dagli 898 milioni di euro di merci vendute all’estero nel 2015 agli 869 dei mesi da giugno a settembre di quest’anno. Complessivamente se si guarda ai primi tre trimestri dell’anno il saldo rimane positivo, anche se di poco (+0,5 per cento): tra gennaio e settembre del 2015 infatti sono stati esportati beni (l’acciaio ternano, è bene ricordarlo, occupa una fetta rilevante) per 2,756 miliardi di euro contro i 2,771 dello stesso periodo 2016. Un lieve aumento tendenziale identico a quello della media nazionale ma meno accentuato rispetto a quello delle regioni centrali prese nel loro insieme (+1,5 per cento).

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.