di Daniele Bovi
«Non solo il ‘vecchio’ spaccio dei dipendenti ma un punto vendita che parla di quello che è il nostro approccio al marchio e un nuovo modo di comunicare Perugina». Così è stato presentato lunedì mattina a San Sisto il nuovo «Nestlé shop», lo spaccio che dopo tanti anni torna nel cuore dello stabilimento dove si producono i Baci. All’inaugurazione, oltre a tanti dipendenti, hanno partecipato il direttore di San Sisto Marco Muratori e il sindaco Andrea Romizi.
Il negozio Dai cioccolatini alle stecche di Luisa, dalle creme fino a caffè, surgelati, biscotti, acqua, bibite e pure cibo per animali, sono tanti i prodotti collegati all’universo Nestlé che la multinazionale ha deciso di vendere qui. Il negozio si trova al piano terra dello stabilimento, accanto al museo aziendale, e sarà aperto a tutti dal lunedì al sabato dalle 9 alle 18.45. I 250 metri quadri prendono il posto di spazi non utilizzati e in particolare dei vecchi uffici dove c’erano i sistemi informativi, centralizzati ormai da più di venti anni.
VIDEO: IL NUOVO SPACCIO AZIENDALE
Format moderno Il negozio, che potrà usufruire di un parcheggio a parte, è stato presentato come una riattualizzazione dello spaccio aziendale attraverso «canoni moderni, cura verso il cliente e logiche commerciali studiate». Il primo spaccio nacque negli anni ’70 a breve distanza dallo stabilimento e lì è rimasto, mentre uno interno fu aperto nel decennio seguente e poi chiuso. In Italia gli altri Nestlé shop si trovano ad Assago, Parma e Ferentino. «È un evento per noi importante – ha detto Muratori – e che rientra nelle iniziative del centenario di Perugina. San Sisto è diventato un hub internazionale, noi produciamo più del 50 per cento per altri mercati; quindi, è una fabbrica che guarda non solo all’Italia ma a tutta l’Europa e a tutto il mondo».
La guerra Un mondo sconvolto dalla guerra che la Russia ha scatenato contro l’Ucraina e che ha posto seri problemi, a livello di immagine e non solo, anche a colossi come Nestlé: «La guerra – dice Muratori a Umbria24 – ha avuto un impatto importante ma sono poche le materie prime per le quali ci sono state conseguenze per lo stabilimento; in generale siamo riusciti a produrre tutto quello che ci viene richiesto. Carte e imballaggi? Problemi ci sono per tutti a livello nazionale ma siamo un’azienda importante che è riuscita a muoversi in anticipo». Uno stabilimento dove, spiegano altri manager, la produzione «dopo decenni è ora attiva anche in primavera, mentre prima era molto stagionalizzata».
Romizi «Bella questa volontà che si è perseguita – ha detto invece Romizi – di rivisitare quello che era un po’ lo spaccio, offrendo a tutti i visitatori e ai nostri cittadini un luogo completamente riorganizzato e molto accogliente. Credo che ripartire vuol dire non solo ricollegarsi a dove c’eravamo fermati ma se possibile fare progettazioni che ci portino più avanti rispetto a dove eravamo rimasti».
Twitter @DanieleBovi
