Una lavoratrice della Perugina (Foto F.Troccoli)

Tanta preoccupazione per il futuro, ma anche la consapevolezza che da parte di Nestlé c’è un’idea di sviluppo per la Perugina e ci sono anche risorse importanti per realizzarla. È questo lo stato d’animo che la Rsu ha riscontrato nelle prime assemblee con i lavoratori, svolte lunedì nei tre turni di lavoro, dopo l’annuncio del Piano industriale da 60 milioni di euro, avvenuto il 2 marzo nella sede di Confindustria.

Incalzare Nestlè La richiesta che viene con forza dai lavoratori è quella di «non lasciare carta bianca alla multinazionale, ma di incalzarla, a partire dagli incontri tecnici già in programma nelle prossime settimane a San Sisto, per scoprire le carte e vedere se la multinazionale fa sul serio o sta invece bluffando».

Fiato sul collo Dal canto suo, la Rsu sottolinea l’intenzione di «“stare col fiato sul collo” all’azienda, cercando anche di modificare il piano industriale nei suoi aspetti più critici. Poi, tra un mese, il 7 aprile – aggiunge la Rsu – faremo nuovamente il punto con il management italiano di Nestlé nel nuovo incontro già fissato in Confindustria».

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