di Iv. Por.
Perugina punta troppo sul cioccolato e troppo poco su altri prodotti che sono nelle corde dello stabilimento di San Sisto. Le Rsu dello stabilimento perugino tornano a battere sempre sullo stesso tasto, dopo che, in Confindustria a Perugia, si è svolto l’incontro con Nestlè e le segreterie regionali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per l’illustrazione del Piano commerciale 2015-2016.
Core business In sostanza, l’azienda ha ribadito quanto spiegato nei giorni scorso dal responsabile delle relazioni industriali di Nestlè Italia, Gianluigi Toia, sia al Mise che in audizione alla commissione Industria del Senato. Ovvero che il «core business» resta il cioccolato, che si punterà di più all’export e a prodotti per la grande distribuzione, supportati da campagne di marketing per espandere la presenza di Perugina nel mondo.
Troppo cioccolato La Rsu non ritiene «pienamente soddisfacente» questo piano, poiché «esso prevede sviluppo e sostegno, in termini di investimenti e marketing, quasi esclusivamente per il settore cioccolato». Come già detto in altre occasioni, da ultimo in sede ministeriale questa settimana, la Rsu ritiene che «la Perugina non potrà garantire i livelli occupazionali in essere e l’attenuamento della Curva bassa di produttiva se sceglierà di concentrare quasi esclusivamente le proprie produzioni nel settore del cioccolato».
Manca strategia industriale I limiti che la Rsu riscontra in questo piano commerciale sono legati alla «mancanza di una vera e propria strategia industriale, soprattutto nel settore del mercato interno. Ancora una volta – spiegano i sindacati interni alla fabbrica – ci è stato mostrato che le difficoltà nel garantire la piena occupazione dei lavoratori derivano dal fatto che siamo di fronte ad un evidente calo del settore confiserie, segmento in cui, da sempre, la Perugina è leader di mercato, ma che ad oggi risulta quello più colpito dalla crisi».
Marketing funziona «Tuttavia – proseguono le Rsu – ci è stato comunicato che alcune campagne come San Valentino, Pasqua, etc., sono andate meglio degli anni precedenti, poiché supportate da apposite strategie di marketing. Prendiamo atto di queste notizie, che avvalorano ulteriormente la nostra tesi: laddove i nostri prodotti vengono sostenuti da investimenti e da apposite campagne pubblicitarie, i risultati sono evidenti».
Serve un nuovo piano La Rsu ha ribadito i concetti ormai espressi in tutti i tavoli: «la Perugina dovrà continuare ad avere nel settore del cioccolato il suo punto di riferimento principale, ma questo non potrà avere il carattere dell’esclusività, per le ragioni già evidenziate. Ecco perché continuiamo a pretendere da parte di Nestlè un piano industriale espansivo e su questo versante abbiamo colto positivamente quanto detto dal ministero dello Sviluppo economico, che ha ribadito di ritenere la Perugina una fabbrica strategica per il Paese e che pertanto monitorerà attraverso il tavolo aperto l’evolversi della situazione». La prossima settimana ci saranno le assemblee con i lavoratori.
