Lavoratori all'ingresso della fabbrica

di D.B.

Ancora meno rispetto a quanto preventivato. Dallo stabilimento Nestlé-Perugina usciranno nel 2015 23 mila tonnellate di prodotti contro le 24.500 preventivate. Il dato è emerso lunedì a Milano durante il coordinamento nazionale di Nestlé Italia, al quale hanno partecipato la Rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. «È il minimo storico mai registrato» spiega Luca Turcheria della Rsu-Cgil Perugina. Un livello di volumi peggiore rispetto a quanto riferito in un primo momento ma che non rappresenta l’unico elemento di preoccupazione.

Manca un piano Il problema, come spiegano i sindacati, sta nella mancanza di un orizzonte, di un piano industriale per quanto riguarda lo storico stabilimento perugino. Una sede che soffre per un lungo periodo dell’anno di una curva bassa dove la produzione, connessa alla stagionalità dei prodotti, cala. Per superare questo stato di cose, la proposta messa sul tavolo da tempo dalle sigle sindacali, da ultimo nell’incontro dell’11 marzo scorso a Perugia, è quella di convincere Nestlé a portare a Perugia la produzione di caffè, ossia delle cialde Nespresso. Secondo quanto emerso lunedì a Milano però l’odore dei chicchi tostati non dovrebbe uscire da San Sisto, dato che Nestlé ha manifestato l’intenzione di investire risorse in questo settore sì (circa 100 milioni di euro), ma in Spagna, dove c’è un altro stabilimento che si occupa di cialde.

IL ‘PIANO INDUSTRIALE’ DELLA RSU: «PORTARE LE CIALDE A PERUGIA»

Expo I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto che questi incontri, che di solito ci sono due volte all’anno, si svolgano più frequentemente e nelle prossime settimane torneranno a battere sulla necessità di rafforzare la produzione dei prodotti che escono da San Sisto e di trovarne di nuovi proprio per superare il problema della stagionalità. Qualche nota positiva c’è invece riguardo all’Expo 2015, che aprirà i battenti a Milano all’inizio di maggio. Il management di Nestlé lunedì ha spiegato che vuole puntare sull’export di marchi come Bacio Perugina, pasta fresca Buitoni e Antica gelateria del Corso, con il primo che dovrebbe essere protagonista a Milano con un investimento intorno al milione di euro. Una mossa che ha l’obiettivo dichiarato di far crescere l’appetibilità dello storico cioccolatino sui mercati esteri.

Twitter @DanieleBovi