Perugia-Bettolle a pedaggio fin dallo svincolo di Ponte San Giovanni. Il tutto da realizzare non con caselli veri e propri, ma attraverso un sistema di rilevamento automatico delle targhe, per la cui installazione l’Anas ha già svolto le gare di appalto. Ne ha parlato il capo dipartimenti dell’Anas per la viabilità in Umbria, Raffaele Spota, pur precisando che «ci sarà ancora tempo per vedere come finirà questa situazione».
Pedaggio da P.S.Giovanni Lo riferisce il consigliere regionale del Pd, Luca Braberini, secondo cui «va assolutamente evitata l’istituzione del pedaggio sulla Perugia-Bettolle fin dallo svincolo di Ponte San Giovanni, ipotesi che è stata preannunciata nella seduta della II Commissione consiliare dal capo compartimento dell’Anas-Umbria, Spota». Barberini pur confermando che «stando a quanto riferito dal dirigente dell’Anas è ancora in fase di studio», sottolinea tuttavia «l’assoluta impraticabilità tecnica dell’iniziativa, per la presenza di numerosi svincoli nel tratto di strada interessato».
Barberini contro L’ipotesi contenuta nello studio di allargare l’area di applicazione del pedaggio fino a Ponte San Giovanni, a parere di Barberini, è da «abbandonare comunque, per le pesanti ripercussioni economiche e sociali che l’istituzione del pedaggio comporterebbe per le imprese e gli umbri, oltre al maggior traffico che inevitabilmente si riverserebbe sulla viabilità secondaria, non adeguata ed incapace a poter reggere il maggior traffico veicolare provocato dalla scelta di evitare il pagamento del pedaggio». Spiega l’esponente del Pd che la strada Perugia-Bettolle è nata sin dall’origine come infrastruttura priva di pedaggio e «ogni iniziativa che veda l’istituzione del ticket va respinta con decisione».
Pochi soldi, tante opere Spota ha partecipato in audizione in seconda commissione, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni (Pd). Rispondendo a molteplici domande dei commissari, Spota ha rimarcato che «in una situazione di carenza significativa di finanziamenti, l’auspicio è che vengano suddivise le spese necessarie per le manutenzioni delle infrastrutture esistenti e quelle relative agli investimenti per la programmazione futura del trasporto su strada. Per questo – ha detto – avevo segnalato la priorità di indirizzare gli scarsi finanziamenti disponibili verso infrastrutture utilizzate da un maggior numero di utenti. Negli ultimi due esercizi, è stata privilegiata la E45, la Perugia-Bettolle, la SS 75 e la SS 675 che rappresentano le quattro infrastrutture che sopportano circa l’80 per cento del traffico regionale. Sono andati in gara, comunque, dieci milioni di euro per la manutenzione di strade ‘secondarie’».
E45 «La E45 – ha spiegato Spota – a prescindere dalle politiche di trasporto nazionale, regionale o provinciale, sta assumendo la caratteristica di corridoio nazionale e transnazionale senza avere le caratteristiche per tale servizio per cui si renderebbe necessaria la possibilità di anticipare alcuni urgenti interventi di manutenzione per il mantenimento del suo esercizio. Stiamo facendo partire tre bandi gara, per un importo di 10 milioni di euro, per la pavimentazione di questa arteria, con riserva però di aggiudicazione perché manca ancora la copertura finanziaria. Criticità – ha aggiunto – si rilevano anche per quanto riguarda le rampe di immissione di svincolo dalla E45 sulla viabilità ordinaria, soprattutto in punti nodali come quello di Collestrada per il quale abbiamo provveduto a chiedere alla direzione generale dell’Anas di mettere a disposizione il fondo di rotazione per la sua sistemazione».
Nodo di Perugia Spota ha affermato poi che «per quanto riguarda, più in generale, il Nodo di Perugia, essendo stato finanziato ed andando in attuazione per stralci, è un problema da analizzare in maniera tempestiva. In merito alla SS 318 di Valfabbrica-Casacastalda (Galleria Picchiarella) è ancora pendente un ricorso per il quale il Tar non si è ancora pronunciato, ma che dovrebbe farlo nel giro di due settimane».
Eggi-San Sabino «Sui lavori relativi al tratto stradale Eggi-San Sabino, Spota ha fatto sapere che l’opera è in una fase di avanzamento equivalente all’80 per cento e che lo stop attuale dei lavori è dovuto ad alcune difficoltà dell’impresa che stanno comunque trovando una soluzione». Nel corso dell’audizione, il capo compartimento regionale dell’Anas ha voluto sottolineare la bontà del rapporto e della collaborazione tra Anas e Regione, in particolar modo con l’assessore alle Infrastrutture, Silvano Rometti.

