di D.B.
Sciopero a oltranza. Non c’è pace per i lavoratori del cantiere della Perugia-Ancona. Venerdì mattina infatti gli operai di Pianello hanno dichiarato sciopero ad oltranza per protestare contro il mancato pagamento delle mensilità di luglio e agosto dovute dalla Btp, il gigante delle costruzioni sprofondato in una crisi durissima. In totale, come spiegano in una nota Cgil, Cisl e Uil, sono circa cento i lavoratori del cantiere Perugia-Ancona della Quadrilatero che hanno aderito alla protesta.
Lavori fermi Secondo quanto comunicato dalle sigle sindacali, i lavori sono fermi anche in un altro cantiere gestito dalla Btp sulla A1 all’altezza di Firenze. Giovedì pomeriggio, nel corso della riunione tra lavoratori e sindacati, è stato spiegato come nel corso della prossima settimana, fatti salvi eventuali pagamenti, non sono escluse altre forme di protesta. Il grido di operai e sindacalisti è rivolto poi anche alle istituzioni: «Coinvolgano la Quadrilatero – scrivono – affinché nei lavori vengano rispettati leggi, contratti e orari di lavoro».
Lo sciopero di febbraio Lo sciopero dichiarato venerdì non è il primo in questo 2011 di passione per uno dei cantieri più tormentati d’Italia. Il 16 febbraio scorso infatti gli operai incrociarono le braccia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di gennaio. Pochi giorni prima invece il tribunale di Prato aveva posto in amministrazione controllata la società nominando il professor Bruno Inzitari alla gestione del patrimonio.
Smacchi: servono controlli «E’ giunto il momento – commenta il consigliere regionale pd Andrea Smacchi -, ormai non procrastinabile, di fare un controllo serio e rigoroso sia sullo stato d’avanzamento dei lavori, sia sugli standard qualitativi e di regolarità delle imprese che operano, sia in subappalto sia nelle forniture, all’interno dei cantieri della Quadrilatero». Ricordando poi i recenti episodi di cronaca che hanno interessato i cantieri della Quadrilatero, il consigliere ritiene «pertanto della massima urgenza la convocazione da parte della Regione dell’Umbria di un tavolo istituzionale con la società Quadrilatero che non può continuare a trincerarsi dietro lo scaricabarile delle responsabilità del general contractor, la Dirpa».


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