di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi
Perugia rimane al vertice dei capoluoghi di regione per quanto riguarda l’inflazione. A renderlo noto è l’Istat che giovedì ha pubblicato i dati relativi ai prezzi al consumo per quanto riguarda il mese di novembre. Secondo l’Istituto nazionale di statistica nel capoluogo di regione i prezzi sono in aumento del 2,8% rispetto al novembre 2011. Meglio, si fa per dire, tra i capoluoghi di regione lo fanno solo Genova (+3,4%), Potenza (+3%) e Ancona (+2,9%). Nonostante il tasso di inflazione di Perugia sia più elevato di quello nazionale (+2,5%), un dato positivo c’è ed è quello che parla di un«raffreddamento» del paniere della spesa se il confronto lo si fa non con novembre 2011 ma con l’ottobre scorso. Stando alle valutazioni dell’Istat infatti rispetto a un mese fa il rallentamento della corsa dei prezzi è stato dello 0,4%.
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Così in Italia A livello nazionale, come accennato, il tasso d’inflazione annuo registra un nuovo, anche se lieve, rallentamento, fermandosi al 2,5% dal 2,6% di ottobre (il livello di marzo 2011). Inoltre, su base mensile i prezzi registrano un calo, scendendo dello 0,2%. Una frenata, quella di novembre, che l’Istituto imputa principalmente al calo segnato dai carburanti. Sempre a novembre l’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si stabilizza all’1,5%. Al netto dei soli beni energetici, invece, la crescita tendenziale dei prezzi al consumo rallenta all’1,6% (+1,7% nel mese precedente).
I settori Guardando ai diversi settori, a novembre si registrano forti diminuzioni congiunturali dei prezzi dei trasporti e dei servizi ricettivi e di ristorazione (per entrambi -1,2%), mentre i maggiori incrementi mensili interessano i prezzi delle comunicazioni (+0,9%) e dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%). Su base annua, l’aumento maggiore tocca il comparto abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,4%) e in crescita risulta anche l’istruzione (+3,1%).

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