di Daniele Bovi
Ottanta milioni di euro in meno nelle tasche dei pensionati umbri. Tanto rischiano di perdere, secondo uno studio della Cgia di Mestre pubblicato giovedì, se si concretizzerà l’ipotesi che il governo Monti non proceda alla rivalutazione di tutti i tipi di pensioni. Senza un ritocco all’insù degli assegni sulla base del costo della vita, l’associazione degli artigiani mestrini calcola che ognuno dei quasi 280 mila pensionati della regione rischia di non incassare 285 euro l’anno. Il totale fa ottanta milioni.
La classifica Nella particolare classifica stilata dalla Cgia quelli messi peggio sono i pensionati laziali, che vedono il rischio di perdere 311 euro l’anno, seguiti dai liguri (305), dai valdostani (298), dai friulani (298), dai lombardi (297) e dai piemontesi (293). Dove almeno sulla carta il costo della vita aumenta di meno, e cioè nelle regioni del Sud, i possibili mancati introiti si riducono: si va infatti dai 267 euro della Sardegna fino ai 235 del Molise.
Bortolussi: attenti allo scontro sociale «E’ chiaro – spiega il presidente dell’associazione Giuseppe Bortolussi – che la situazione dei nostri conti pubblici è molto delicata e che è necessario intervenire in tempi rapidissimi. Tuttavia, credo sia utile che il governo, prima dell’approvazione di questi provvedimenti sulle pensioni, incontri le parti sociali ed avvii un dialogo con tutti. Altrimenti corriamo il pericolo che si accenda uno scontro sociale che pregiudicherà la tenuta di questo esecutivo e, più in generale, la stabilità politica del Paese».

