Vigneti e oliveti nella zona di Montefalco (foto archivio Consorzio tutela vini)

di Danilo Nardoni

“Bisogna guardare al domani costruendo quei luoghi dell’accoglienza dove valorizzare ancora meglio le eccellenze dei nostri territori”. Lo ha detto Teresa Bellanova, ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali, concludendo stamani il webinar dal titolo ‘Patto di Spello. Per l’Enoturismo e l’Oleoturismo italiani’. È stata lei infatti a “benedire” l’accordo che prende il nome dal borgo medievale umbro ad alta vocazione olivicola, un piccolo gioiello ricco di storia ma anche di eccellenze agroalimentari e dove avrebbe dovuto tenersi l’incontro in presenza.

Vino e olio Parte quindi dal cuore d’Italia una nuova idea di strategia comune per lo sviluppo del turismo del vino e dell’olio con un accordo tra le quattro più importanti organizzazioni italiane del settore. Città del Vino, Città dell’Olio, Movimento Turismo del Vino e dell’Olio e Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori cercano così di comporre sinergie future anche con il supporto delle istituzioni. Vino e olio quindi come bandiere italiane per promuovere una nuova qualità territoriale basata sul turismo “enoleogastronomico”.

Prodotto e territorio “Bisogna puntare – ha detto Bellanova – ad una qualità integrale, che lega quindi prodotto e paesaggio, assicurando unicità”. Una giornata, ha aggiunto il ministro, che segna così la conclusione di un processo dal basso “virtuoso e complesso” che apre per il ministro a una scommessa, quella di “costruire nuovo valore territoriale e nuove occasione economiche muovendo dalle esperienze di due colture e prodotti, vino e olio, che identificano immediatamente la nostra qualità agroalimentare nel mondo”. Bellanova che quindi si è resa disponibile, come ha annunciato, “ad un confronto già dalle prossime settimane”. Obiettivi, per il ministro, sono il rilancio e la trasformazione delle aree interne e rurali, il rafforzamento del ruolo dell’agricoltura e della filiera agroalimentare italiana e la preparazione del Paese alla ripartenza, anche turistica, post pandemia.

Enoleoturismo L’accordo tra questi quattro attori – è stato poi spiegato – vuole dare un contributo in termini di progettualità e idee per il futuro dell’enoleoturismo italiano e nasce con l’obiettivo “di individuare terreni comuni tra i vari organismi, alimentare un dialogo propositivo con il governo nazionale e con le regioni, disegnare una strategia di settore di medio e lungo periodo” come ha ricordato, introducendo l’incontro, Paolo Morbidoni, il presidente della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria, organizzatrice dell’incontro, e della Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, che rappresenta oltre 80 realtà di partenariato pubblico privato nel settore del vino, dell’olio e dell’agroalimentare. L’appuntamento online è stato organizzato in occasione di Frantoi Aperti in Umbria, “uno degli eventi che in Italia, ventitre anni fa, è stato precursore dell’oleoturismo e del turismo esperienziale” ha sottolineato ancora Morbidoni.

Rapporto Il webinar è stato anche l’occasione per fare il punto su ciò che è stato fatto finora e gettare le basi di una futura e costruttiva collaborazione. Ad introdurrà l’incontro Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management ed autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, che ha dato una fotografia dello stato dell’arte del turismo enogastronomico in Italia dando pure spunti sui futuri approcci da intraprendere anche a seguito dell’emanazione della legge sull’enoturismo e della imminente legge sull’oleoturismo. In dieci anni, ha evidenziato, “siamo passati da un 17% al 94% di turisti che vivono esperienze enogastronomiche quando sono in viaggio”. Enoleogastronomia che quindi oggi è una variabile rilevante per scegliere la destinazione da parte dei turisti.

Spello e l’Umbria Al webinar sono intervenuti anche: Michele Sonnessa, presidente Associazione Nazionale Città dell’olio che rappresenta i comuni italiani ad alta vocazione olivicola; Floriano Zambon, presidente Associazione Nazionale Città del Vino, organizzazione che raggruppa comuni italiani ed Enti territoriali e che si occupa della valorizzazione e promozione dei territori del vino; Nicola D’Auria, presidente Nazionale Movimento Turismo del Vino e dell’Olio che raggruppa le cantine italiane selezionate per la qualità dell’accoglienza enoturistica; Roberto Morroni, assessore Agricoltura della Regione Umbria, che ha sottolineato il proprio sostegno “ad una sinergia e convergenza di intenti che vuole rendere forte e virtuoso un filone dalle enormi potenzialità”, e Moreno Landrini, sindaco di Spello. Un borgo scelto non a caso, perché – è stato osservato – oltre a rientrare con altri comuni nella Fascia olivata Assisi-Spoleto, in piena corsa per candidatura Unesco, si caratterizza “come gioiello dell’Umbria e simbolo e di una Italia policentrica, bella, operosa su cui ricostruire una prospettiva di futuro etica, sostenibile e anche un po’ più umana”.

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