Gli operai Thyssen durante uno sciopero

di Dan.Bo.

Niente spezzatino: sulla vendita della Tk-Ast decisa da Outokumpu arriva l’inattesa svolta dei finlandesi che rappresenta una decisa marcia indietro. In un comunicato diramato mercoledì pomeriggio dalla multinazionale dell’acciaio infatti si spiega che «in conformità con i colloqui con il Governo italiano Outokumpu è disposto a prendere in considerazione un’inclusione di questi due elementi (il Tubificio e la linea Ba2, ndr) nella cessione delle operazioni di Terni, se questo è necessario per completare la cessione». Il Tubificio, secondo quanto comunicato dalla società guidata da Mika Seitovirta negli scorsi giorni, sarebbe dovuto rimanere nel perimetro di Outokumpu, mentre la linea dell’acciaio brillante, nelle intenzioni, si sarebbe dovuta smontare per essere poi trasportata in uno degli stabilimenti dell’azieda.

L’integrazione Ora, invece, il temutissimo spezzatino che avrebbe nettamente diminuito il valore economico della parte restante del complesso industriale, sembra essere scongiurato. Insieme al governo, è spiegato sempre nel comunicato della società, Outokumpu ha concordato che «lo stabilimento integrato di Terni in combinazione con le attività commerciali nei principali Paesi europei, tra cui la Germania, il più grande mercato dell’acciaio inossidabile in Europa, creeranno un player sostenibile e competitivo sul mercato europeo dell’acciaio inossidabile». Insomma, gli impianti di Terni si integreranno con le tre strutture commerciali in Germania, Francia e Inghilterra.

Seitovirta contento «Sono contento – spiega nella nota Mika Seitovirta – che abbiamo avuto la possibilità di incontrare gli stakeholder italiani per discutere della cessione di Terni. Ci siamo impegnati a lavorare con il Governo italiano in buona cooperazione per trovare la migliore soluzione possibile». «Successivamente alle decisioni finali della Commissione europea, ovvero entro il 16 novembre – ricorda la nota – Outokumpu avvierà il processo di cessione delle attività di Terni». Decisivo, a questo punto, è stato il teso confronto di martedì pomeriggio con il ministro Passera e la posizione molto ferma tenuta dal governo che ha chiesto più volte ai finlandesi di recedere dal proposito di fare a pezzi lo stabilimento ternano.

La nota del ministero «Il Governo italiano – è detto in una nota di mercoledì pomeriggio del ministero dello Sviluppo – ha ribadito l’assoluta necessità di garantire il miglior successo dell’azienda dopo la cessione e ha perciò apprezzato l’impegno di Outokumpu di integrare gli impianti di Terni con le tre strutture commerciali in Germania, Francia, e Regno Unito. Il Governo ha inoltre rimarcato la richiesta di mantenere l’integrità di tutte le attività attualmente svolte a Terni, anche nella prospettiva di una eventuale cessione. I rappresentanti della società finlandese si sono detti disponibili ad accogliere la proposta del Governo di includere nella vendita anche l’unità Tubificio e la linea di produzione BA2, se ciò si dimostrerà necessario per trovare il miglior nuovo azionista per la società».

Marini e Polli: novità importanti Le novità arrivate mercoledì sono state accolte positivamente dalle istituzioni umbre, con la presidente Catiuscia Marini che parla di «un passo in avanti importante». «Le dichiarazioni di Outokumpu e del ministro – prosegue – rappresentano una tappa di un percorso ancora difficile e complesso. Dove fondamentale sarà il rapporto con la Commissione europea e con le due multinazionali». E dopo aver giudicato «importannte» il fatto che il governo abbia sposato la linea delle istituzioni umbre, la presidente spiega che ora «ci attendono alcune settimane e mesi di intenso lavoro istituzionale anche nell’ambito delle relazioni industriali e del lavoro. Non solo per scongiurare lo smembramento del sito di Terni ma anche per assicurare un assetto proprietario che sia di garanzia per il mantenimento della capacità industriale e occupazionale delle Acciaierie di Terni». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli che sostiene come «tale apertura conferma la validità e la fondatezza delle nostre impostazioni e impone tuttavia una costante attenzione e determinazione nelle prossime decisive settimane perché tale apertura possa diventare una prospettiva concreta per il futuro del sito industriale ternano».

Cgil: rilevante cambio di impostazione Un piccolo sospiro di sollievo lo tira anche la Cgil umbra che, in una nota, parla di dichiarazioni «importanti». «Vediamo nelle parole di Seitovirta – è detto ancora – un importante quanto dovuto riconoscimento del valore del polo siderurgico di Terni, che, ricordiamo, rappresenta un’eccellenza non solo a livello italiano, ma anche europeo. Evidentemente, la mobilitazione dei lavoratori e l’impegno delle organizzazioni sindacali territoriali e nazionali, hanno determinato questo rilevante cambio di impostazione. Naturalmente, come sindacato, continueremo a vigilare affinché stavolta le promesse siano mantenute e il futuro produttivo di Ast non sia mai più messo in discussione».

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