di M.R.

La direzione aziendale di Alcantara ha chiesto 13 settimane di cassa integrazione, a partire dal 12 febbraio, per deterioramento degli ordinativi legato al mercato dell’automotive. Era nell’aria. Umbria24 lo aveva anticipato ma ora si ha più chiara la dimensione della temporanea crisi pur in un contesto – a detta dei vertici – di progetti in essere con clienti consolidati e nuovi.

Alcantara Rallentamento e fermata temporanea delle linee produttive sono in ogni caso inevitabili: in sede di confronto coi sindacati è stato spiegato che il calo ordinativi si è intensificato al punto da produrre una la proiezione del -25% dei volumi sul budget dell’attuale anno fiscale. Le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec hanno pertanto espresso tutte le perplessità del caso alla direzione aziendale insistendo sulla necessità di un cambio di passo su produzione, prodotto e organizzazione del lavoro. Ufficialmente è stata avanzata l’istanza dell’apertura di tavoli tecnici, commerciali e organizzativi, al fine di affrontare e dirimere tutte le tematiche inerenti la continuità produttiva dell’azienda.

Nera Montoro Dettagliato il calendario del fermo impianti, dopo un’ampia discussione si è raggiunto un accordo per garantire ai lavoratori l’anticipazione del trattamento di integrazione salariale e altri istituti. Resta inoltre la possibilità su base volontaria di sostituire le giornate di cassa con le spettanze individuali. Intanto per il prossimo 29 febbraio è stata indetta un’assemblea generale retribuita presso i locali della mensa aziendale.

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