Un tavolo istituzionale immediato per tempificare l’investimento zootecnico alle Opere Pie riunite di Perugia. A richiederlo le segreterie di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Ugl che sottolineano i forti ritardi in merito alla realizzazione della maxistalla di Santa Maria Rossa, che potrebbe ridare ossigeno alle casse esangui dell’azienda agricola.
O si costruisce o si vende il patrimonio «Questi ritardi – è detto in una nota dei sindacati – stanno causando notevoli difficoltà economiche e gestionali all’azienda e, quindi, forti ricadute sul personale dipendente. Se tale situazione dovesse ancora perdurare l’azienda si troverebbe costretta ad alienare parte del patrimonio con un possibile drastico ridimensionamento dell’entità aziendale». Di fronte a questa situazione le organizzazioni sindacali di categoria hanno tenuto, il 3 gennaio scorso presso la sede aziendale, un’assemblea con tutto il personale per informarli della difficile situazione e per assumere iniziative che rimuovano la situazione di stallo che sta lentamente agonizzando l’azienda.
Chiesto un incontro a cda e giunta comunale L’assemblea ha deciso all’unanimità di richiedere un incontro urgente all’esecutivo di Palazzo dei Priori e al cda dell’ente affinché si faccia luce sulle criticità in vista di una concreta risoluzione. Il sindacato chiede che si passi dalle parole ai fatti: «si devono immediatamente attivare – prosegue la nota – tutte quelle procedure per consentire all’azienda di avviare l’investimento del centro zootecnico. Il sindacato reputa l’attivazione del tavolo istituzionale importante per dirimere le eventuali difficoltà che ancora oggi sono presenti per dare risposte certe al personale occupato e per scongiurare una congiuntura negativa sul territorio. Se questo incontro non avverrà in tempi rapidi i lavoratori, unitamente alle organizzazioni sindacali, si vedranno costretti alla mobilitazione per difendere il proprio lavoro».
Il no del comitato Ai sindacati però risponde il comitato dei cittadini contrario alla realizzazione della maxistalla, definendo quella in atto «una guerra tra poveri. E’ come dire – scrive in una nota il portavoce Paolo Piccini – che la pessima gestione di un ente benefico, le Opere Pie, forte di un patrimonio in terreni fertili che nel tempo ha accumulato debiti su debiti non giustificati dalla crisi attuale, adesso deve essere risanata con il sacrificio di un buon numero di famiglie. Fa male – è detto ancora – che i sindacati si accaniscano così verso cittadini che non fanno altro che vantare i propri diritti».
