I vertici di OKcom giovedì mattina a Perugia (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

E’ un albero che vuole mettere radici solide in Umbria quello nato dall’«innesto» tra Teleunit e OKcom, la società di telecomunicazioni romana che alla fine del gennaio scorso ha acquistato un ramo d’azienda dalla creatura di Gianfranco Cimica dopo mesi di grande difficoltà. Lo stato maggiore di OKcom, con in testa il suo presidente Massimo Franzè, ha presentato giovedì mattina alle istituzioni e al territorio umbro il piano con il quale la società di tlc punta a conquistare 10 mila clienti in tre anni tramite investimenti e una vasta offerta di servizi mirati alla clientela residenziale e alle pmi.

Franzè: obiettivo «mobile» Obiettivi che lo stesso numero uno definisce «molto ambiziosi» e tra i quali si inserisce anche la possibilità di entrare, a breve, nell’iper competitivo mercato della telefonia mobile. Un’opzione questa, come confessa Franzé a margine della conferenza stampa, sul quale la sua società sta già ragionando da tempo. «L’obiettivo – spiega Giovanni Umberto De Stefano, direttore generale di OKcom – è quello di costituire un operatore di respiro nazionale che abbini la telefonia fissa a quella mobile».  La base di partenza del gruppo è solida: 32 mila clienti, tre sedi operative (Perugia, Roma e Milano), 27 milioni di fatturato e 60 dipendenti. «Solo nel mese di febbraio – dice Franzé – abbiamo fatturato tre milioni, quindi le stime finali potrebbero anche essere riviste al rialzo».

Sponda istituzionale Tramite un’occhiata alla platea presente all’appuntamento, con alcuni rappresentanti di Confindustria Umbria e l’assessore regionale alle Infrastrutture immateriali, Stefano Vinti, insieme a quello comunale Ilio Liberati, assume un significato ancora più chiaro la strategia prospettata da Franzé. Strategia che consiste in una vicinanza particolare alle istituzioni e al suo territorio: «Nel Lazio – spiega Franzé – abbiamo coperto zone dimenticate dalla banda larga, una cosa che vogliamo fare anche qui. L’impegno di OKcom infatti intende focalizzarsi sullo sviluppo della rete proprietaria finalizzato a portare servizi evoluti nelle tante zone della regione non ancora servite dalla banda larga». Un piano, insomma, per cercare di abbattere il digital divide che affligge l’Umbria e per il quale però serve anche l’appoggio delle istituzioni.

Sfondamento tra le pmi Oltre al mantenimento dei livelli occupazionali e, in prospettiva, ai possibili incrementi in base all’andamento degli affari, OKcom punta ad espandersi nel mercato delle pmi. «Vi siete insediati – ha detto a proposito Liberati – nella zona industriale più grande dell’Umbria». Un mercato, quello dei servizi alle piccole e medie imprese della regione, sul quale la società di Franzé intende puntare molto anche alla luce della ripartizione della propria clientela. Clientela composta in Umbria per il 79% da utenti residenziali e per il restante 21% da pmi. Una fetta che OKcom ha intenzione di ampliare.

Investimenti Per attrarre nuovi clienti la società di Franzé ha deciso di investire subito sulle infrastrutture aziendali, acquistando una nuova centralina di ultima generazione da 300 mila euro con la quale l’azienda vuole sviluppare il proprio portafoglio di servizi che prevede telefonia fissa, reti private per aziende e Pa, servizi a banda larga, servizi di housing e hosting, copertura di aree pubbliche con Wi-Fi e, sempre in tema di Wi-Fi, copertura di quelle aree dell’Umbria non ancora raggiunte dal servizio.

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